Per capire le prossime elezioni politiche bisogna comprendere la legge elettorale, il Rosatellum

 

di Luigi Asero

 

Comprendere il meccanismo che porterà alle prossime elezioni politiche del 4 marzo è opportuno al fine di valutare coscientemente il proprio voto. Bisogna quindi comprendere il funzionamento della Legge Elettorale con la quale gli italiani saranno chiamati a esprimere la propria preferenza. Questa legge, denominata “Rosatellum” è stata approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017 ed è ufficialmente la legge n° 165 del 3 novembre 2017 (cliccando su questo link trovate il testo ufficiale pubblicato in Gazzetta Ufficiale).

La legge, che prende il nome dal suo ideatore, il capogruppo del PD alla Camera Ettore Rosato, il quale peraltro non era firmatario del disegno di legge, è stata approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017 con il voto favorevole di Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Alternativa Popolare e altre formazioni minori.

Così come formulata la legge, come già accaduto con la precedente legge (il “Mattarellum”) il Rosatellum tendenzialmente favorisce le coalizioni fra partiti diversi stimolati a dividere fra loro i vari collegi appoggiando i candidati di coalizione. Naturalmente appaiono sfavorite quelle formazioni politiche non in grado di coalizzarsi con altre forze politiche in campo.

Alla Camera dei Deputati ci saranno 232 collegi uninominali in cui ogni partito (o coalizione cui il singolo partito aderisce) presenta un solo candidato. Risulterà eletto soltanto il candidato che prenderà il numero maggiore di voti, basta anche un solo voto di scarto con il candidato avversario.

Gli altri 386 saranno invece assegnati con il metodo proporzionale: ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati e si conteranno i voti ricevuti da ogni lista; ogni partito o coalizione eleggerà quindi un numero di parlamentari proporzionale ai voti ottenuti.

Nelle circoscrizioni estere saranno assegnati altri 12 seggi, completando così i 630 seggi previsti.

Al Senato della Repubblica ci sono invece 102 seggi uninominali, 207 collegi eletti col sistema proporzionale e 6 seggi eletti nelle circoscrizioni estere. Il totale, come previsto dalla Costituzione della Repubblica vigente resta di 315 Senatori (oltre naturalmente i Senatori a vita).

Non sarà possibile esercitare il voto disgiunto, e ognuno potrà esprimere un solo voto: il voto andrà al candidato del suo collegio (per la quota maggioritaria) e alle lista che lo appoggia (per la quota proporzionale).

Sarà invece annullata la scheda in cui dovesse essere barrata la casella di un candidato al collegio uninominale e la casella di una lista diversa da quelle che lo appoggiano.

I partiti dovranno ottenere, su base nazionale, almeno il 3%, qualora inseriti in una coalizione la stessa dovrà raggiungere almeno il 10% sempre su base nazionale. I partiti che non raggiungono la soglia minima non eleggono alcun parlamentare. È consentita la pluricandidatura solo nella quota proporzionale, ciò significa che ogni candidato potrà presentarsi in cinque collegi proporzionali differenti.

Ci si può candidare in un unico collegio uninominale, ma si può essere contemporaneamente candidati in cinque collegi proporzionali.

 

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.