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A Palermo festeggiamenti per le migrazioni, a Pozzallo arrivano 377 migranti

Al porto di Palermo una motovedetta della Guardia Costiera porterà un bambinello nero dono di una famiglia salvata tempo fa e che sarà posto nel “Presepe dei Migranti” presso la chiesa di Sant’Ignazio martire all’Olivella. Nella stessa chiesa sono esposte le tele dipinte dall’artista Gaetano Porcasi sempre sul tema del dramma delle migrazioni. Una processione partirà alle 17 lungo il lungomare dei migranti (alla Cala) e dopo la preghiera (come riportato dal quotidiano Repubblica Palermo),

monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, Cappellano del Papa, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le Migrazioni della Cei, salirà sulla motovedetta che porterà il Bambinello Nero fino al porto di Palermo, accolto dalle sirene delle navi e del Cantiere navale, da danze tradizionali Tamil e siciliane e dal Coro delle Voci bianche e Arcobaleno del Teatro Massimo.

A guidare l’accoglienza sarà il contrammiraglio Salvatore Gravante, comandante della Direzione marittima e della Capitaneria di porto di Palermo. Il Bambinello sarà poi accolto in piazzetta Due Palme e da lì sarà portato in processione fino in piazza Olivella, dove sarà possibile ascoltare testimonianze di migranti che si sono integrati. Quindi l’ingresso in Chiesa e la deposizione nella mangiatoia. Saranno presenti il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, il sindaco Leoluca Orlando, e il presidente del Consiglio comunale, Totò Orlando. Sono stati invitati, fra gli altri, i sindaci di Lampedusa, Porto Empedocle e Agrigento, la Consulta delle Culture e le autorità civili e religiose. L’Amat ha messo a disposizione alcuni mezzi per consentire ai fedeli di seguire tutte le tappe del percorso.

Intanto 377 migranti, salvati a Natale, sono stati sbarcati al porto di Pozzallo dalla nave Aquarius. Fra questi anche due donne incinte e diversi bambini.

Le migrazioni non si fermano neanche con il freddo gelido e anziché pensare soluzioni affinché le genti non sentano il bisogno di fuggire verso nuovi Paesi e nuove incognite, come vediamo, si preferisce festeggiare qualcosa che ha ben poco del sapore di festa.