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Iniziano le dimissioni della giunta Musumeci. Diventerà invisibile

di Luigi Asero

 

Era nell’aria la prima bufera (a parte quelle giudiziarie con arresti e indagati) per la giunta regionale siciliana affidata al presidente Nello Musumeci. Il primo a gettare la spugna è l’assessore Vincenzo Figuccia, che dopo la decisione del neo-presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè (forse il vero presidente regionale) di rimuovere il tetto agli stipendi d’oro dei funzionari regionali, ha annunciato le sue dimissioni.

Erano nell’aria dicevamo e forse bastava controllare il profilo Facebook dell’ormai ex assessore per comprenderlo. Il 24 dicembre infatti, in un post augurale, scriveva:

Il cuore vi accompagni e conduca sempre verso la vostra vocazione…sfidate e osate con coraggio. Seguite l’istinto di libertà e lasciatevi guidare dall’amore verso gli altri. 
Io scelgo il popolo. 

Perché Figuccia ha scelto queste parole? Probabilmente perché aveva già denunciato di esser stato lasciato solo nella gestione dell’assessorato all’Energia che gli era stato affidato. E come detto già si era opposto alle parole di Miccichè, il quale ha annunciato che intende tornare al regime per cui non ci sono tetti di spesa per funzionari e responsabili regionali, intende cioè tornare agli stipendi d’oro.

Figuccia però è stato costretto nei giorni scorsi a ripetere anche quanto denunciato da suoi predecessori in materia di rifiuti, cioè a lanciare l’allarme per le discariche ormai sature e incapaci pertanto di contenere altri rifiuti. Eppure proprio sui rifiuti sembrava esserci un’intesa con il presidente Musumeci. Sempre l’assessore Figuccia affermava lo scorso 13 dicembre, appena 14 giorni fa quindi:

Sono d’accordo con il presidente Musumeci sul fatto che occorra affrontare tempestivamente questioni concrete. Per questo ribadisco la necessita di una riforma reale del settore dei rifiuti capace di introdurre un nuovo modello industriale. Occorre valorizzare il rifiuto trasformandolo in risorsa e per dirla con le parole del programma del presidente Musumeci: “Non si può più alimentare il sistema delle discariche; un sistema clientelare, oligarchico, talvolta contiguo ad associazioni criminali, che ha solo prodotto un aumento indiscriminato dei costi di smaltimento, a vantaggio di pochi e a discapito dei più“. Parole che sposo e che saranno alla base della mia azione politica all’interno di questo governo, di cui il presidente Musumeci è la massima espressione e il garante davanti agli interessi della Sicilia. Nel mio ruolo di assessore e di parlamentare, darò il massimo, a partire da azioni che delineano un vero spirito di squadra nel rispetto delle individualità

Poi appunto l’annuncio sulle discariche al collasso. Ora le dimissioni.

Lo stesso Figuccia fornisce una chiave di lettura, ma essa appare non proprio chiara. Dichiara infatti:

Oggi più che mai sento di essere un uomo libero e da tale condizione continuo a portare avanti le mie idee, rimanendo fedele al mandato degli elettori che mi hanno votato per tutelare la posizione dei cittadini, di chi soffre, di chi vive una condizione di difficoltà economica e di chi è lontano dai palazzi dorati. La mia maggioranza è la gente che ha creduto in un’azione di cambiamento e di discontinuità. Ci sono tante aspettative verso questo governo, che sono certo non verranno disattese, ma non posso non tenere conto degli accadimenti politici, consumatisi nelle ultime ventiquattro ore, che ledono la dignità dei cittadini siciliani, consegnano un’immagine inopportuna e distorta e che rendono impossibile la prosecuzione del mandato di Assessore all’energia e ai servizi di pubblica utilità, conferitomi dal Presidente Musumeci. Si tratta di una decisione maturata dopo profonda e attenta riflessione, ponderata su aspetti di carattere politico e supportata da valutazioni di natura tecnica e personale. Per queste ragioni ho deciso di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni, rimanendo garante e anello di congiunzione fra i cittadini e i luoghi deputati a legiferare per il cambiamento. Continuerò a lavorare per le reali priorità di questa terra, in linea con i percorsi concreti che il Presidente Musumeci sono certo sarà capace di creare con il conforto, il sostegno e la condivisione dei siciliani che meritano di sognare e, soprattutto, di avere un futuro migliore.

Sono però le parole della vigilia di Natale che possono fornire una chiave di lettura più precisa, quando parla dell’enorme carico di lavoro:

…a 4 settimane dal mio insediamento faccio i conti con una grande solitudine, tante notti insonni e 20 ore di lavoro al giorno per pianificare le attività dei prossimi mesi, per fare ordine e per continuare ad inventare soluzioni ai problemi generati dall’incuria e dal disinteresse degli altri. Sinceramente avrei immaginato di occuparmi di politiche per il sociale, ma ho accettato questa scommessa, l’ho fatto perché amo la mia terra, la mia splendida Sicilia e nel rispetto di quella fiducia che il popolo regala da decenni alla mia famiglia. La mia vocazione é stare con la gente, sono un uomo libero e concreto e voglio lavorare con tutti coloro che hanno interesse a risolvere davvero i nostri problemi. Il mondo è pieno di buone esperienze nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti

La questione dei rifiuti appare forse la “chiave di volta” del “sistema Sicilia”. Perché la battaglia della lista Musumeci (e delle liste collegate) verteva proprio sulle capacità di gestire una Regione che per troppi anni è stata “abbandonata all’incuria” cosa che non poteva essere affidata all’incapacità di chi non conosce la politica (il M5S), ora parlare di “notti insonni e tante ore di lavoro al giorno” appare quantomeno fuori luogo. Non che non si voglia credere alle parole dell’on. Figuccia, che sembra anzi molto onesto in queste sue dichiarazioni, sembra però difficile credere che ci si aspettasse di fare una passeggiata nei delicati ruoli assegnati.

Ora l’assessorato all’Energia si occupa anche di rifiuti. Che tutto il lavoro profuso fosse dedicato all’energia appare anomalo, che invece il lavoro abbia rischiato di intaccare l’affare dei rifiuti appare più probabile.

Cosa sia accaduto in questi giorni è difficile comprenderlo, si può intuire ma le intuizioni non sono prova.

Cosa debba accadere invece in una giunta regionale minata da arresti e personaggi indagati già prima dell’insediamento ufficiale è invece chiaro. “Diventerà bellissima” non sarà più nemmeno uno slogan. Al massimo “diventerà invisibile” e nell’invisibilità il rischio che sia governo di “cosa loro” è -a questo punto- altissimo.

 

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.