Arezzo: uccide il padre dopo una lite

Il delitto è avvenuto nella tarda serata di domenica 26 febbraio a Lucignano, un paesino in provincia di Arezzo. È stato lo stesso assassino a chiamare i Carabinieri confessando subito d’aver ucciso il padre a seguito dell’ennesima lite. Per ucciderlo ha usato un fucile da caccia di proprietà della vittima e legalmente detenuto.

Giacomo, 18 anni, ha atteso il padre a casa dopo una lite avvenuta qualche ora prima, al suo rientro gli ha sparato uccidendolo.

Giacomo non approvava la separazione del padre, Raffaele Ciriello di 51 anni e la sua nuova vita con una nuova compagna. Eppure da qualche mese aveva iniziato a vivere in casa con lui e, dopo aver abbandonato gli studi, aveva iniziato a lavorare nell’officina di fabbro proprio del padre. Per imparare un mestiere o forse per cercare di ricucire il rapporto fra i genitori non è dato al momento sapere.

Il giovane ora sembra essersi chiuso nel silenzio, all’arrivo dei Carabinieri poche parole: “ho fatto quel che dovevo fare”.