Come diventare editori?

di Luigi Asero

 

In un mondo come il nostro trovare idee imprenditoriali non è cosa semplice. Funzionano molto le startup (ma per quanto tempo?), funzionerebbero però anche le vecchie idee. Fra queste un’iniziativa culturale come la fondazione di una casa editrice in un mondo sempre più affamato di “sapere” ha “un suo perché”. Certo non è semplice come da titolo. Intanto perché bisogna avere almeno una discreta base culturale, che poi da sola non basta. Occorre anche avere una sorta di “elasticità mentale” perché l’editore oltre che capire quali opere meritano di essere pubblicate deve, in questa scelta, ponderare anche quale pubblico sarà in grado di raggiungere dopo la pubblicazione. Una tiratura sbagliata, per eccesso, rischia infatti di mandare in fumo tutto il lavoro.

In ogni caso, fatte alcune valutazioni, se il vostro sogno è quello di diventare novelli editori oggi è forse più semplice, grazie anche alla tecnologia, scegliere e creare gran parte del lavoro senza nemmeno necessità di stabilimenti di grandi dimensioni. Insomma, con la buona volontà e un paio di persone capaci si può lavorare anche da un piccolissimo ufficio, con la speranza di un futuro da “Trump Tower”. Ma non allarghiamoci…

Intanto dobbiamo specificare che da un punto di vista legale non servono requisiti particolari, se non una semplice Partita Iva (va bene anche una ditta individuale il cui costo di apertura presso l’Agenzia delle Entrate è gratuito) o una piccola Associazione Culturale purché nel suo Statuto fondativo preveda la dicitura “pubblicazione libri” (o similare). Fatto questo bisognerà recarsi in prefettura per iscriversi nel Registro degli Editori e Stampatori, anche questa iscrizione dovrebbe essere gratuita. Infine è necessario iscriversi alla Camera di Commercio e comunicare l’apertura dell’impresa. Si paga una quota di iscrizione che varia in base al tipo di azienda scelta, ma che è assolutamente accessibile. Fondamentale (a nostro parere) prima di ogni passaggio recarsi da un buon commercialista, per pianificare le operazioni e non rischiare di incorrere in multe nonché per essere sempre al corrente di eventuali variazioni legislative. Una volta che la casa editrice è avviata, per ogni libro da pubblicare, è obbligatorio richiedere il codice ISBN (International Standard Book).

Fondamentale anche la parte organizzativa (e questa tocca tutta a voi). Premesso che una formazione umanistica potrebbe esservi d’aiuto. Sicuramente sarà importante capire se vorrete abbracciare tutti i generi letterari (per la serie “dove prendo prendo”) o se piuttosto vorrete specializzarvi in una particolare nicchia. Non dimenticate mai i gusti del pubblico cui intendete rivolgervi in questa scelta. Per tenervi informati sulle linee editoriali, potete informarvi e iscrivervi all’ AIE, che è il sito nazionale dell’ associazione editori.

Se riterrete interessanti queste informazioni dateci un feedback, magari ci torneremo su con altri approfondimenti.

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.