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Equitalia, Riscossione Sicilia e le cartelle esattoriali che non vanno pagate

equitalia

di Luigi Asero

Dopo l’annuncio del premier Matteo Renzi di voler cancellare Equitalia, il sottosegretario Faraone ha annunciato pochi giorni fa la volontà di estendere il provvedimento anche a Riscossione Sicilia (il 4 dicembre è vicino…)#RiscossioneSicilia però, sicura del fatto suo, comunica che senza attendere la chiusura dell’Ente è già possibile aderire alla cosiddetta “rottamazione delle cartelle”, tanto che l’amministratore unico Antonio Fiumefreddo avrebbe dichiarato al quotidiano Live Sicilia che “Già da oggi, i siciliani potranno godere degli effetti del decreto legge nazionale sulla rottamazione delle cartelle. Anzi, a chi dovesse nei prossimi giorni ricevere una cartella consiglio di pagare solo la cifra al netto delle more e degli interessi. Il decreto, infatti, riguarda tutto il suolo nazionale. Ed è operativo anche qui in Sicilia“. Eppure non è semplice come la cosa viene presentata.

In dettaglio intanto appare già dubbia la formula del pagare solo la cifra al netto delle more e degli interessi senza una precisa disposizione in merito di Riscossione Sicilia. Fidarsi è bene, ma…

Arriva poi la peggiore notizia: Riscossione Sicilia sta inviando a tutti i contribuenti siciliani migliaia di #cartelle per importi che variano da poche decine di euro a decine di migliaia di euro senza alcun filtro inerente l’eventuale prescrizione dei ruoli. Qualcuno segnala di aver ricevuto cartelle per “Presunti debiti” con l’Erario del 1998 (appena 19 anni fa!).

E allora prima di decidere di far qualsiasi scelta (che sia pagare o che sia impugnarla o chiederne una eventuale rateizzazione è il caso di verificare attentamente, anche con l’aiuto di un professionista o di un’associazione di tutela dei consumatori l’effettiva congruità della pretesa di Riscossione Sicilia. Ci segnalano che in altre regioni italiane il problema medesimo di verifica con Equitalia.

Inoltre, secondo Il Fatto Quotidiano, stando alle bozze del tanto atteso decreto fiscale, non ci sarà alcuna abolizione di #Equitalia ma una semplice “trasformazione” in altro Ente di riscossione. Ente che però lavorerà con le stesse regole attualmente in vigore. Praticamente chi ha cartelle pendenti a questa data potrà beneficiare della promessa “#rottamazione” per chiudere i conti con il fisco pagando di meno (ma attenzione, per le multe servirà comunque il via libera degli enti locali), poi tutto tornerà come prima. E il ‘nuovo’ Ente di riscossione continuerà come prima, magari contando su piani di rateizzazione sottoscritti e poi -per qualche motivo- interrotti.

Spiega ancora Il Fatto Quotidiano

Equitalia sembra infatti destinata a risorgere dalle proprie ceneri sotto forma di una nuova partecipata pubblica, probabilmente al 100% delle Entrate mentre oggi è controllata al 51% dall’Agenzia e al 49% dall’Inps. Solo con un’etichetta diversa, che secondoRepubblica potrebbe essere “una sigla burocratica tipo Drae, dipartimento riscossione dell’Agenzie delle Entrate”, “facile da scordare” e quindi perfetta per assicurare “un dolce oblio“. Con questo maquillage si cancella con un colpo di penna un nome odiato da molti contribuenti ma non si pone il problema dell’inquadramento dei quasi 8 mila dipendenti, che hanno un contratto di lavoro di diritto privato equiparato a quello del comparto bancario, con stipendi più alti rispetto a quelli dei funzionari delle Entrate, e sono stati assunti senza concorso, per cui non possono essere fatti entrare automaticamente nei ranghi della pubblica amministrazione.

… l’unico “grande cambiamento” alle viste sembra essere l’sms (“Se mi scordo”) che il contribuente, come annunciato da Renzi, riceverà se è in ritardo con i pagamenti.

Insomma per adesso ci sarebbero soltanto “promesse” e un grande rischio: se il Governo dovesse, per qualsiasi motivo, far retromarcia chi ora aderisce rischia di trovarsi in un mare di guai. Mentre le cartelle pazze alla ricerca di una qualsiasi “entrata (spesso prescritta) impazzano in giro fra cassette postali e uffici tributari.

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.