Soldi a chi sceglie la bicicletta, cosa nasconde la manovra?

ciclista

di Luigi Asero

Senza dubbio una bella iniziativa quella annunciata in Francia e in Norvegia. Più soldi in busta paga a quanti decidono di recarsi al lavoro lasciando la propria auto e usando la bicicletta. Un rimborso di ben 25 centesimi a chilometro. Che a fine mese se calcoliamo il risparmo in carburante, parcheggi, usura del mezzo e accredito si traduce in una bella cifretta. La fase sperimentale era già stata attuata per sei mesi lo scorso anno, ora è stato annunciato in Francia da Ségolène Royal, ministro all’Ecologia, il provvedimento di legge definitivo che sarà presentato mercoledì 7 ottobre. Se sembran pochi 25 centesimi basta pensare che un tragitto di 5 Km per 5 giorni lavorativi si tradurrebbe in circa 25 € in più a fine mese e tanti soldi in meno tra carburante, eventuali parcheggi e usura del mezzo. Il contributo sarebbe inoltre esentasse. Incentivo ulteriore che non guasta. Alle aziende il compito di verificare la sussistenza dei requisiti.
La Norvegia sembra che stia studiando un analogo provvedimento, ma si parla di addirittura un contributo da 40 centesimi a chilometro.

Il pacchetto di misure in favore dell’Ambiente studiato negli ambienti parigini comprende anche un rimborso del 50% sull’abbonamento a mezzi pubblici per quanti la bicicletta proprio non vorranno  (o non potranno) utilizzarla.

Un simile provvedimento è già in atto in Belgio dal 1997, lì il rimborso è pari a 22 centesimi a chilometro.

Senza dubbio una bella boccata d’ossigeno per le città. Il timore è però che questi provvedimenti (la simultaneità Francia-Norvegia insospettisce) nascondano qualcosa di più. Magari una crisi petrolifera conseguenziale a un conflitto con i maggiori Paesi estrattori di petrolio. Forse fantapolitica, ma una domandina, oltre la tutela dell’ambiente, sarebbe opportuno farsela.