Cristiani: persecuzione infinita

Chiesa cristiana copta bruciata e distrutta nella provincia di Minya, in Egitto

Chiesa cristiana copta bruciata e distrutta nella provincia di Minya, in Egitto

di Luigi Asero

La Pasqua appena trascorsa ci ha ricordato il martirio, la crocifissione, la morte (e la Risurrezione) di Gesù Cristo. Altresì ci ricorda le persecuzioni truci che i cristiani subirono nei primi secoli e che oggi sembrano una eco lontana, remota nel tempo. Forse, e azzardiamo “forse”, la descrizione dei perseguitati avuta dai kolossal televisivi ha confuso un po’ il lettore presentando i cristiani dell’epoca con grandi e begli occhi azzurri, fluenti capelli biondi sciolti o ben raccolti. La televisione, la ricostruzione visiva, distorce per sua natura la realtà storica. Dispiace dover deludere i lettori ma no, non è difficile pensare che i capelli delle donne non fossero biondi e ben raccolti, non è difficile pensare che il Cristo non fosse biondo e bello come viene raffigurato, non è difficile pensare che le barbe non fossero perfettamente rasate come vediamo nelle rappresentazioni odierne.

Nulla di tutto ciò però deve distogliere dalla Verità: chi ha predicato Amore e non violenza è stato ucciso, escluso dalla comunità umana che non si riconosceva nei principii di Dio presentati e che aveva preferito, già allora, costruirsi un suo Dio a propria immagine e somiglianza. L’esatto contrario cioè di ciò che dovrebbe essere. Un Dio asservito alle proprie esigenze materiali di potere e dominio.

Questo modo di rappresentare Dio e i cristiani perseguitati nel mondo ha forse distolto l’attenzione dal problema reale e oggi sembra si faccia fatica a comprendere che ciò che è appena accaduto in Kenia con i miliziani di al Shabaab che hanno ucciso oltre 150 ragazzi “rei” di essere cristiani (e di non averlo rinnegato), ciò che accade in Nigeria con i miliziani di Boko Haram che bruciano interi villaggi, ciò che accade nella Siria che già fu evangelizzata da San Paolo e che oggi, come allora e diversamente da allora, è preda dei miliziani dello Stato Islamico.

Dopo la benedizione Urbi et Orbi di Pasqua, papa Francesco, ha ricordato che “a chi ha la forza e la verità di Dio non serve la violenza” e il lunedì dell’Angelo ha dovuto nuovamente chiedere aiuto per quanti nel mondo sono “perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani”.

Cionostante arriva, nuovamente dalla Nigeria l’ultima impresa criminosa di Boko Haram, “impresa” che ha provocato la morte di circa 50 persone, tutte -inutile dirlo- di fede cristiana. Stavolta gli jihadisti di Boko Haram si sono travestiti da sacerdoti per radunare la folla e fare l’ennesima carneficina.

Diventa difficile continuare a considerare questi fatti come non aventi connessione l’un l’altro, sembra piuttosto una strategia ben precisa. Terrorizzare chi è cristiano, far in modo che i cristiani spariscano.

Certo, pare difficile credere che possa accadere, ma cari lettori invece è esattamente ciò che sta accadendo. E voi, cristiani d’Occidente, malgrado le parole del papa, non ve ne accorgete nemmeno. E non ci credete. Forse perché appunto vi avevano spiegato che anche i primi cristiani erano belli, biondi (o mori) e con le ciglia ben curate. No, erano esattamente come quelli che muoiono oggi e, esattamente come oggi, nessuno muoveva un dito.

(Articolo già pubblicato su La Voce dell’Isola)