Catania: parti vietati alla clinica Gibiino

gibiino-clinicaL’Assessorato alla Salute ha sospeso per novanta giorni l’accreditamento alla clinica Gibiino di Catania dove si verificarono i gravi fatti che portarono alla morte della neonata Nicole. Gravi le irregolarità che sarebbero state riscontrate. A questo punto la casa di cura deve sospendere tutte le attività e indirizzare le gestanti attualmente ricoverate ad altre strutture abilitate curando il trasferimento dopo opportuna valutazione di ogni singolo caso sotto la vigilanza dell’Asp di Catania.

Perentori i termini entro i quali la casa di cura deve eseguire una serie di adempimenti:

Entro 30 giorni infatti la casa di cura dovrà far pervenire all’Assessorato alla Salute un piano preciso volto a superare le criticità riscontrate ed entro dieci giorni dalla ricezione del piano l’assessorato valuterà il medesimo piano ed assegnerà i termini per il suo completamento. Numerose le irregolarità riscontrate nell’ispezione congiunta Regione, Ministero, Nas del 16 febbraio che secondo gli ispettori della Regione non sono state superate con la memoria ‘difensiva’ presentata dalla clinica. Fra le contestazioni più gravi risultano: presenza insufficiente di pediatri/neonatologi essendo solo due i medici contrattualizzati in regime libero professionale e dunque non in grado di garantire l’assistenza ordinaria e quella in emergenza come disposto dalla legge; inesistenza di una cartella clinica della piccola Nicole per il trasferimento ad altra struttura: la bambina sarebbe stata accompagnata solo da una relazione manoscritta dal contenuto del tutto insufficiente; inadeguatezza dell’ambulanza utilizzata per il trasporto in emergenza dopo aver riitenuto di non richiedere quella del 118; incongruenze nelle comunicazioni con il 118 e un buco temporale di un’ora nella decisione del trasferimento verso Ragusa inizialmente rifiutato; inesistenza di una procedura codificata per il trasferimento del paziente in urgenza.
L’assessore, Lucia Borsellino, precisa che “non si possono e non si devono fare sconti a nessuno sulla sicurezza del paziente in ambito sanitario“.