Sicilia: 6 ore per un posto in rianimazione

P08-14-06_18.22Di Luigi Asero

L’eco dell’assurda morte della piccola Nicole non si è ancora spenta, i riflettori del Ministero della Salute sono ancora puntati sulla Sicilia ma proprio da questa terra arriva l’ennesimo caso di malasanità, di disorganizzazione, di tagli forse. Vedremo.
Intanto i fatti sono questi. A Niscemi, in provincia di Caltanissetta un giovane maestro viene trovato a terra dai suoi alunni che allertano subito i soccorsi, il maestro 40enne, è stato colto (questa la diagnosi) da emorragia cerebrale. La storia la racconta il primo cittadino di Niscemi, Francesco La Rosa, testimone dell’accaduto, al quotidiano La Sicilia.

Prima 3 ore d’attesa alla ricerca della disponibilità di un posto letto in rianimazione. Poi, resosi libero un posto letto in terapia intensiva al Civico di Palermo per il quarantenne clinicamente stabilizzato e intubato all’ospedale locale, la terribile odissea è continuata per la non immediata disponibilità dell’elisoccorso che avrebbe potuto trasferire il paziente dopo 3 ore e mezzo dall’allertamento, per le condizioni meteorologiche avverse. E così i medici [dell’ospedale Suor Cecilia Basarocco di Niscemi] si sono visti costretti a trasferire in ambulanza il paziente, tra la rabbia dei familiari, che oggi si sono recati dai carabinieri di Niscemi per denunciare l’accaduto.

Sono arrabbiato anch’io per quanto è accaduto oggi; ne sono stato testimone. Non ci sono parole per esprimere la mia amarezza e la rabbia per una sanità che privilegia solo gli ospedali delle aree metropolitane. E’ una vergogna contro la quale continuerò a lottare. Non si riesce a capire perché nonostante Niscemi è dotata di un’eli-superficie diurna e notturna, non ci sia stata l’immediata disponibilità dell’elisoccorso.

Non c’è molto da commentare quando si attende oltre 6 ore per un posto in rianimazione, mentre ancora si commenta il caso dell’elicottero-taxi del dirigente palermitano del 118 e della piccola Nicole deceduta a Catania a seguito forse di errori nella clinica dov’era stata partorita pochi istanti prima e in assenza di un posto Utin nella fase di soccorso successivo. In proposito il ministro Beatrice Lorenzin ha affermato: “come ministro, mi interessa che la catena di errori, tanti, non debba più ripetersi in un’emergenza neonatale. Il sistema di informatizzazione a Catania non c’è ancora, nonostante la norma nazionale lo preveda. Fra gli ostacoli posti dalla regione Sicilia è stata rallentata l’applicazione della norma, per questo ho già preso l’impegno e chiesto alla Sicilia di farlo entro giugno“.