Caso Yara: aggredita la sorella di Bossetti

laura-letizia-bossettiDi Luigi Asero

Laura Letizia Bossetti ha una “colpa”, se colpa può definirsi. È la sorella di Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Laura Letizia è la sorella del “mostro mediatico”, di colui cioè che per il sistema informativo è autore del sequestro e dell’omicidio della piccola Yara. Per il “sistema informativo” sia ben chiaro perché ancora non si è aperto nemmeno il primo grado di giudizio, di tempo per avere una verità processuale quindi ne manca. Verità della Procura e verità dei mass media. Null’altro finora. Ma sufficienti, all’occhio del popolo, perché lui sia “il colpevole, il mostro”.

Ecco, della vicenda non ci siamo volutamente occupare sinora ma ora, proprio grazie a questo ennesimo episodio di inciviltà probabilmente ci occuperemo perché ancora una volta, qualcosa, più di qualcosa anzi, non torna.

Laura Letizia è stata nuovamente (ed è la settima volta) aggredita lunedì 23 febbraio nei pressi dell’abitazione dei genitori, mamma Ester Arzuffi e papà Giovanni Bossetti. L’aggressione è avvenuta intorno alle 13 quando la donna è scesa al piano terra per ritirare la posta dei genitori e ha trovato due uomini incappucciati. Uno le ha tappato la bocca per non farla urlare e l’altro le ha puntato un coltello in gola costringendola a salire nell’ascensore, poi sono scesi nel seminterrato e qui l’hanno pestata fino a farle perdere i sensi con pugni, schiaffi e calci. Mamma Ester, non comprendendo il ritardo della figlia ha iniziato a cercarla anche insieme a un vicino di casa e poco dopo l’hanno trovata riversa in terra, priva di sensi, sanguinante. Allertati Carabinieri e 118 alla donna, in Pronto Soccorso, sono stati riscontrati un sospetto trauma cranico, diverse ecchimosi e la frattura di tre costole.

Laura Letizia è stata aggredita, e inseriamo in ordine cronologico:

  1. 29 agosto 2014, seguita da un’auto con a bordo alcuni uomini sospetti;
  2. 5 settembre 2014, assalita da tre uomini;
  3. 18 settembre 2014, picchiata da alcuni uomini sconosciuti;
  4. 8 ottobre 2014, sconosciuti prendono a calci la porta di casa dei genitori;
  5. 28 gennaio, un uomo in macchina si avvicina a lei e la minaccia “ti ammazzo”;
  6. 10 febbraio, un furto in casa.

Ora si dirà che si tratta della rabbia della gente, che il caso ha “scosso l’opinione pubblica”. A parte che saremmo curiosi di comprendere cosa pensa chi non vuole il far west in Italia (più che legittimo rifiutarlo, sia ben chiaro), però queste aggressioni sembrano nascondere altro.
Laura Letizia Bossetti difende il fratello, è sempre stata dalla sua parte, si dice sicura della sua innocenza. Magari forse sbaglierà, noi non ne siamo certi, ma è la sorella ed è logico che lo difenda. Come accade in qualsiasi famiglia o quasi. Per questo l’accanimento contro di lei ci appare sospetto, per questo l’accanimento contro di lei ci sembra nasconda ben altro. Magari forse, azzardiamo un’ipotesi, che la sua personale ricerca della verità possa andare a “toccare” corde che non vanno toccate. Corde che scagionerebbero sì il fratello coinvolgendo invece gente che a questi metodi intimidatori è abituata. Per questo, nel nostro piccolo, decidiamo che da oggi seguiremo gli sviluppi del “caso Yara” e cercheremo di comprendere tutti i punti deboli di questa inchiesta a un solo binario.