Attentati e terrore. Blasfemia ed ebrei nel mirino

poliziotti-e-cani-a-copenaghenSi sono delineate dinamiche e strategie che ieri hanno provato a scuotere la Danimarca. Un uomo, Finn Norgaard, 55 anni, documentarista danese è morto, tre agenti feriti. Morto anche l’attentatore, un uomo nativo di Copenaghen. Il convegno era stato organizzato presso il caffé Krudttonden per ricordare la strage di Charlie Hebdo avvenuta a Parigi nel mese di gennaio. L’ucciso era già noto all’intelligence danese per quanto non si avrebbe notizia di suoi viaggi nelle zone oggi in mano ai miliziani dello Stato Islamico.

Purtroppo in serata c’è stata anche un’altra sparatoria, questa volta nei pressi di una sinagoga. Questa volta è morto un uomo Dan Uzan, 37 anni, membro della comunità ebraica locale che svolgeva le funzioni di guardiano della stessa. Anche in questa sparatoria si registra il ferimento di due agenti intervenuti sul posto.

La premier danese Helle Thorning-Schmidt ha parlato di “cinico atto di terrore“, mentre il premier israeliano Netanyahu commenta: “Di nuovo gli ebrei vengono uccisi sul suolo europeo solo perché sono ebrei“.

La guerra del terrore rischia di scoprire scheletri che si pensava ormai seppelliti da settant’anni? È forse questo il vero terrore che si vuol scatenare?