A Minsk il vertice da Guerra o Pace

minsk-summitDi Luigi Asero

Mercoledì 11 febbraio, a Minsk si è giocato il “tutto per tutto” (o quasi) per la pace o la guerra in Ucraina, con tutti gli eventuali risvolti possibili.

Il vertice, durato poco più di un’ora si è svolto tra i quattro leader Vladimir Putin, Francois Hollande, Angela Merkel e Petro Poroshenko. Presenti a sorpresa anche anche i leader delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk Alexander Zakharchenko e Igor Plotnitsky per poter -eventualmente- firmare un accordo di pace.

Convenevoli a parte il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov (che ha presenziato al vertice) ha detto in conferenza stampa prima della riunione che  “ci sono stati evidenti progressi” nei colloqui preparativi per il vertice di martedì 10.

ucraina_bus_donetsk_05Petro Poroshenko ha ammonito che “Se non ci sarà tregua conflitto fuori controllo“. Nel caso di un fallimento dei negoziati, l’Unione Europea ha fatto sapere che è pronto “un inasprimento delle sanzioni economiche” che potrebbe essere discusso già giovedì 12 febbraio, al Consiglio europeo. Sergey Lavrov ha subito risposto che “i tentativi di parlare con la Russia nella lingua delle sanzioni sono controproducenti“.

Alcuni analisti ipotizzano che la Grecia potrebbe esercitare il suo diritto di veto sulle sanzioni, in una sorta di scambio, se Mosca dovesse sostenere il debito greco.

Intanto, mentre si parla e si discute, in Ucraina proseguono con estrema violenza i combattimenti e gli attentati e il presidente ucraino Petro Poroshenko si è detto pronto “a introdurre la legge marziale in tutto il Paese, se dovesse verificarsi un’escalation del conflitto con i separatisti filorussi nell’est dell’ex repubblica sovietica. Ucraina e Ue avranno una posizione comune

Nulla di nuovo, insomma (e purtroppo) dietro i gelidi venti di guerra