La enews di Matteo Renzi del 6 febbraio

Mattarella-Renzi

Il premier (e segretario del Partito Democratico) Matteo Renzi dice la sua sui recenti accadimenti politici che hanno riguardato l’Italia. Lo fa tornando a uno strumento che da un po’ di tempo non usava, la sua “Enews” sulla pagina ufficiale del suo profilo Facebook.
Ne riportiamo i tre punti salienti.

  1. Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica. Un galantuomo, una persona che conosce le istituzioni (parlamentare, ministro, giudice costituzionale), un punto di riferimento per tutti. Non era facile gestire il dopo-Napolitano e lo sappiamo bene, visto quello che accadde nel 2013. Invece, grazie al senso di responsabilità di tutti, l’Italia ha un nuovo Presidente che – ne sono certo – saprà guidarci in questi sette anni con saggezza. E tutto ciò è particolarmente importante in un tempo di grandi cambiamenti in Italia e in Europa. Sono molto felice anche come segretario del PD e voglio dire grazie a tutti quelli che hanno dato una mano. Ho avvertito il desiderio di riscatto dopo ciò che accadde con i 101: il metodo che abbiamo scelto e praticato ha consentito di portare una larghissima maggioranza a condividere la nostra proposta.
  2. Il metodo non ha convinto Forza Italia che ha dunque annunciato la rottura del Patto del Nazareno. Il collegamento mentale è quanto mai curioso. E non solo perché tutti i partiti – anche Forza Italia – negli incontri di delegazione avevano espresso condivisione per il metodo scelto dal PD. Il punto è che il Patto del Nazareno non è un papiro segreto con dentro chissà cosa (con buona pace di qualche direttorone di giornale che forse ammetterà finalmente di aver scritto una bufala), ma un accordo alla luce del sole su tre punti centrali: innanzitutto, una legge elettorale in grado di dare un vincitore certo, evitare inciuci, eliminare il potere di veto dei partiti piccoli. Poi, una sistemata ai rapporti tra Stato e Regioni troppo arzigogolati e complessi, riducendo le funzioni dei consigli regionali. Terzo, l’eliminazione del bicameralismo paritario con il superamento del Senato per come lo conosciamo adesso. Su questi tre punti noi continueremo ad andare avanti. Noi non abbiamo cambiato idea. Se Forza Italia, che ha sempre difeso queste idee, adesso vuole rimangiarsele, buon appetito. Ho sempre detto che voglio fare accordi con tutti e che non ci facciamo ricattare da nessuno. Perché i numeri ci sono anche senza di loro. Spero che dentro Forza Italia prevalgano il buon senso e la ragionevolezza. Se ciò non dovesse accadere noi continueremo a rispettare Berlusconi e il suo partito come rispettiamo tutti i partiti che ottengono i voti dei nostri concittadini: il nostro obiettivo non è parlar male dei nostri avversari, ma lavorare bene per l’Italia.
  3. Nel periodo non collegato, come dicevano i radiocronisti di una volta, abbiamo chiuso il semestre europeo (e come vediamo, a forza di farsi sentire, qualcosa in Europa si muove davvero), approvato in seconda lettura la legge elettorale (grandioso passo in avanti per la politica italiana), fatto iniziative internazionali in un momento di grande rilievo, mandato avanti corpose riforme (segnatevi la data del 20 febbraio, è importante). Potrei annoiarvi come l’ultima volta con l’elenco. Mi limito a segnalarne una: la chiusura dell’accordo con la Svizzera e il Vaticano sul rientro dei capitali dall’estero che porterà diversi soldini nelle nostre casse. Era un impegno di campagna elettorale 2012, è un impegno mantenuto.