Jihad: tre attacchi in Egitto, oltre 30 morti

North Sinai, El Arish, EgyptMentre l’Occidente tentenna se sia giusto trattare, o attaccare, o tentennare la Jihad dei miliziani dello Stato Islamico compie continui attacchi verso chiunque sia diverso dal loro modo di credere, fare e agire. In Sinai l’Isis ha compiuto tre attacchi simultanei provocando non meno di 30 morti e una sessantina di feriti. Gli attacchi, quasi contemporanei sono stati portati a Sheikh Zuwaid, Al Arish e Rafah.

La città più colpita è Al Arish dove sono stati attaccati una caserma militare, il quartier generale della polizia, un centro residenziale destinato alle famiglie della polizia e un check point dell’esercito. Tutti i luoghi sono stati attaccati con lanciarazzi, armi da fuoco e, in un caso, con un’autobomba.

Non di meno è accaduto a Sheikh Zuwaid dove una decina di obbiettivi sarebbero stati colpiti. Colpita, come già scritto anche la parte egiziana di Rafah (confinante con la Striscia di Gaza), qui sono stati colpiti una base militare, il quartier generale della polizia, un giornale governativo, un museo e alcuni check point. Non sarebbero stati colpiti obbiettivi nella parte palestinese, quasi a farne una precisa selezione.

Tutti gli attacchi sarebbero opera dei “jihadisti di Ansar Beit al-Maqdis”, meglio noti in Occidente come i “partigiani di Gerusalemme” gruppo jihadista egiziano che da poco si è rinominato come “Stato del Sinai”.

Nella stessa zona giovedì mattina erano stati trovati tre corpi decapitati, una delle tre vittime era un egiziano rapito pochi giorni fa. Anche questa è un’escalation. Tra il 2013 e adesso sono state 19 le decapitazioni nella zona del Sinai, una nel 2013, nove nel 2014 e otto soltanto nel mese di gennaio 2015. Segno evidente di una crescita esponenziale della violenza.