In attesa del Presidente della Repubblica

quirinaleDi Luigi Asero

Tutti (lor signori) attendono con ansia che questa elezione porti finalmente un Presidente della Repubblica a tutti gradito, garante della Costituzione, garante dei legittimi interessi dei cittadini rappresentati dal Parlamento. O almeno garante dei legittimi interessi dei partiti che rappresentano (?) i cittadini tramite il Parlamento e le manovre sommerse che gestiscono il Paese. In nome di chi? Per chi? Per cosa?

Non è dato sapere. Di certo sabato 31 gennaio ci sarà il nuovo presidente. Sembra ormai certo dover trattarsi di Sergio Mattarella, un siciliano, un uomo tutto d’un pezzo. Troppo “tutto d’un pezzo” tanto che si dice, non sorrida mai. Voluto fortemente, con un vero e proprio colpo di coda da Matteo Renzi, il premier che invece al sorriso è sin troppo incline. 

Una nomina che pare sin troppo sfacciatamente anti-berlusconiana. Ora sia chiaro, qui non si vuole una nomina pro o contro qualcuno, il punto è proprio questo. Qui si parla del Capo dello Stato, non di una manovra sotto banco da “politica di tutti i giorni”. Ben venga Sergio Mattarella, non c’è molto da dire contro di lui e come sarà il suo mandato soltanto il tempo lo dirà. Ci preoccupa solo che si stia eleggendo un Presidente non in nome del popolo italiano, ma verosimilmente in nome del mero anti-berlusconismo.

Ancora una volta le beghe di partito hanno la prevalenza sugli interessi del Paese. Se ne è accorto anche il fato che, forse per dare un segno, ha lasciato che il forte vento di venerdì pomeriggio a Roma facesse volar via una bandiera dal Quirinale. Quella italiana, lasciando quella europea. Segni del destino? Forse, forse l’Italia con questi partiti non può farcela.