Presidente della Repubblica: primo round

napolitanoDi Luigi Asero

Primo round di un match che, tranne sporadici casi, pare importare soltanto alle parti politiche in gioco, gli italiani infatti non sembrano granché affascinati da chi sarà il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Eppure dovrebbero, ma non par lo siano.
E di motivi potrebbero essercene diversi, a partire proprio dal gioco delle contrattazioni dei partiti. Gioco che sembra di mera opportunità e non di “immagine” del Paese. Non che non ci siano nomi d’eccellenza, ma è proprio il metodo che pare non piace. Ma queste sono opinioni popolari che nulla hanno a che spartire con la Costituzione.

Intanto dalle 15 i 1009 grandi elettori (parlamentari e 58 rappresentanti delle regioni) sono riuniti in seduta comune a Montecitorio per l’elezione. Che difficilmente avverrà oggi, in questo primo round. Come al solito non c’è un consenso ampio. Così il candidato del Pd è Sergio Mattarella, costituzionalista di nomina parlamentare. Palermitano, classe 1941, figlio di Bernardo Mattarella (politico democristiano di lungo corso) e fratello di Piersanti, presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia nel 1980.

Sul suo nome si è subito aperta la spaccatura con Forza Italia che si sente tradita, nella persona del suo leader Silvio Berlusconi, da questa candidatura non concordata e percepita come ostile. Tanto da indire una riunione urgente con il leader di NCD Angelino Alfano alle 14.30, cosa sia uscito da questa riunione lo vedremo a breve, in ogni caso dopo le 16 quando Berlusconi ha riunito i “grandi elettori” in quota Forza Italia.

Il Movimento 5 Stelle invece dopo una consultazione online fra i suoi aderenti ha deciso di proporre Ferdinando Imposimato, la consultazione ha visto coinvolti 51 mila aderenti che hanno espresso il nome di Imposimato fra i nove proposti, compreso Romano Prodi che è arrivato secondo alle “Quirinarie” del M5S.

Per le prime tre votazioni sarà necessario un quorum pari a due terzi dell’Assemblea, quindi 673 voti, mentre a partire dalla quarta votazione basterà il 50% più uno dell’elettorato attivo (quindi 505 voti).

Per questo motivo il Pd conta di poter arrivare alla quarta votazione al nome di Sergio Mattarella, quando cioè basteranno i 580 voti sui quali il premier/segretario Matteo Renzi pensa di poter contare anche senza l’apporto di Forza Italia. Franchi tiratori permettendo…

Tra i senatori anche l’ex presidente Giorgio Napolitano, nella sua prima uscita da senatore a vita. Lo scrutinio sarà poi immediato: la presidente della Camera Laura Boldrini e la vicepresidente del Senato Laura Fedeli sovrintenderanno allo spoglio.