Grecia: Tsipras e la Destra insieme contro l’Austerity

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Di Luigi Asero

“Gli ultimi saranno i primi”, questa sembra la frase che riassume in poche parole quanto sta accadendo in Grecia il giorno dopo le elezioni politiche che hanno seminato il panico nei Paesi europei e la speranza nei popoli oppressi dall’austerity. Sì, perché l’Europa che viviamo è fatta di due entità: una, quella che comanda, fatta di finanza virtuale, trattati di cui nessuno capisce nemmeno chi siano i reali promotori e in sintesi austerity per rientrare di un debito in denaro virtuale da pagare con sacrifici (reali) dei cittadini e un’altra fatta appunto dai cittadini, da quelle classi meno agiate che ormai boccheggiano. Perfettamente rappresentate dal “fanalino di coda” greco. La Grecia è il Paese che più di tutti sinora ha patito le decisioni dei suoi sciagurati governanti e il piano di rientro della “troika”.

Da ieri, pare, qualcosa è in procinto di cambiare, la vittoria di Syriza potrebbe rimettere tutto in discussione. Costringere la troika a rivedere il suo atteggiamento o iniziare un effetto domino in Europa di cui è impossibile però prevederne l’esito.

Intanto un piccolo ostacolo per il partito di Alexis Tsipras arriva dai 149 seggi conquistati. Che pur avvicinandosi alla maggioranza assoluta non consentono la totale indipendenza da altre liste. La maggioranza assoluta infatti sarebbe di 151 seggi, sui 300 totali. E Syriza si è fermata a 149. Questo costringe alla ricerca di potenziali alleati, per l’intera legislatura (ipotesi migliore) o sui singoli provvedimenti, votazione per votazione, e questo – è chiaro a tutti- non è un sentiero facile.

L’accordo è stato raggiunto velocemente, in poche ore. Syriza si allea con la destra dei Greci Indipendenti (An. El), che di seggi ne ha conquistati 13. I due partiti avranno quindi una maggioranza di 162 seggi su 300. Alexis Tsipras sarà ricevuto alle 15,30 locali (le 14,30 in Italia) dal presidente Karolos Papoulias, per ricevere l’incarico di formare il nuovo esecutivo.

Proprio questo accordo però, a nostro modesto parere, lascia ampi dubbi. Perché la formazione di destra non potrà farsi “inghiottire” da Syriza, non potrà snaturare la sua natura e ogni suo programma elettorale. Certamente hanno una base comune: basta austerity o fuori dall’Euro. Ma su tutto il resto? Sul come realizzare questo fronte comune? Di certo per l’Unione Europea non è un problema da poco.

Intanto dal mondo delle “opposizioni” europee si registra tanta soddisfazione. In Francia Marine Le Pen parla di “schiaffo democratico mostruoso all’Unione Europea“, mentre in Italia Matteo Salvini punta il dito contro la politica italiana “Purtroppo, per colpa di Monti, Letta e Renzi, se Tsipras non pagherà una parte del debito, a rimetterci saranno gli italiani“.

Le borse europee reggono, tranne Atene che subisce un prevedibile crollo del 5.6% poi riassorbito parzialmente, ma sulle borse e sul loro andamento pare difficile fare previsioni visto che la finanza mondiale (vedi alla voce “spread”) manovra i numeri come fili da marionette.

Ma chi è Alexis Tsipras, l’uomo che sta inebriando gli europei e terrorizzando gli Stati membri (o fors’anche il contrario)?

Nato ad Atene, 40 anni lo scorso 28 luglio, vive con Peristera Batziaka, 40enne anch’essa, insieme hanno due figli. Laureato in ingegneria civile all’università tecnica nazionale di Atene. Tsipras si è avvicinato alla politica militando nell’organizzazione giovanile del partito comunista ellenico (Kke) e in gruppi studenteschi. Dal maggio 1999, dopo l’allontanamento dal Kke guida il movimento giovanile del partito di sinistra radicale Synaspimos. Nel luglio del 2000 tenta, insieme ad alcuni compagni, di raggiungere Genova, dove si svolgeva il G8, ma la polizia italiana li ferma nel porto di Ancona e li fa tornare in Grecia. Nel 2006 Tsipras viene eletto consigliere comunale di Atene con la lista civica “Città aperta” e due anni dopo diventa presidente del partito Synaspimos.
Entra in Parlamento nel 2009, quando Synaspimos aderisce alla coalizione della sinistra radicale Syriza. Da allora Tsipras diventa un protagonista di primo piano e comincia ad essere guardato con speranza dalla sinistra radicale europea.

Nel maggio 2012 con Syriza ottiene alle elezioni politiche il 16.8% e viene incaricato di formare il nuovo governo, impresa impossibile in quel momento per l’eccessiva frammentazione del quadro politico, così deve rimettere il mandato e si torna alle elezioni, dove stavolta prende un 26.89%, ma nessun incarico ufficiale che invece viene affidato alla Nuova Democrazia di Samaras, per arrivare alla situazione attuale.
Nel 2014 Tsipras è stato candidato dalla Sinistra Europea alla presidenza della Commissione Europea e in suo appoggio è nata in Italia la coalizione elettorale “L’Altra Europa con Tsipras”.