Sicilia: si a TAV ma niente treni

DSC_4675Di Luigi Asero

Ferrovie in Sicilia, eterno dilemma. Se il “treno della vita” non sempre passa per tutti, il treno sulle ferrovie siciliane rischia di non passare più. Negli stessi giorni in cui, pomposamente, si annuncia l’apertura dei cantieri (quelli in Sicilia partono sempre anche se a volte restano incompiuti) per il TAV (Treno Alta Velocità) fra Messina e Palermo.  Andiamo con ordine. È previsto per ottobre di quest’anno l’avvio dei cantieri per il TAV che collegherà Messina-Catania-Caltanissetta-Palermo nell’ambito del più ampio progetto denominato “Corridoio Scandinavia-Mediterraneo” facente parte della rete trans-europea di trasporto ferroviario.

L’annuncio è stato dato, ancora una volta, venerdì 23 gennaio a Enna dal Commissario del Governo e AD del gruppo Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia. Il progetto, inserito nel decreto “Sblocca Italia”, dovrebbe costituire (condizionale sempre obbligatorio) un volano per lo sviluppo isolano. I collegamenti no-stop Catania-Messina in poco più di 45 minuti e Palermo-Catania in circa un’ora e quarantacinque infatti determineranno anche un conseguente decongestionamento del traffico stradale e minori emissioni inquinanti. Entro ottobre 2015 saranno operativi i cantieri delle attività provvisorie, a cominciare da viabilità e cantieristica, quindi nei successivi due anni l’appalto delle opere definitive con l’avvio nel 2016 dei cantieri TAV veri e propri.

L’Ad del gruppo FS quindi ha sottolineato la “rinata attenzione nei confronti del Mezzogiorno attraverso infrastrutture che Ferrovie dello Stato Italiane ha sempre sostenuto. La Palermo – Catania – Messina, insieme alla Salerno – Reggio Calabria e al collegamento Napoli – Bari costituiscono un chiaro segnale in questa direzione“.

425930_336262289739404_128975463801422_1089641_1821752636_nFin qui le belle notizie, sulla cui attendibilità solo il tempo saprà dare risposta. Ma è proprio sulla frase ultima che ci soffermiamo per continuare il discorso sulle ferrovie siciliane e sulla “rinata attenzione” tanto decantata quando si deve parlare in convegni e conferenze stampa.
La contro-notizia: via tutti i treni a lunga percorrenza che dalla Sicilia portano a Roma o a Milano a partire dal nuovo orario estivo. Ufficialmente il motivo sarebbe la carenza di passeggeri. In merito l’on. Vincenzo Gibiino, capogruppo di Forza Italia in commissione Lavori Pubblici e Trasporti e coordinatore azzurro in Sicilia, fa sapere che intende impegnarsi per portare avanti questa battaglia nelle aule competenti del governo. “La cancellazione dei treni a lunga percorrenza null’altro è se non la totale e vergognosa negazione del diritto alla continuità territoriale per la nostra Isola, per la nostra gente. Forza Italia dice no ad un piano di annichilimento di un’intera regione, che sembra essere tra l’altro condiviso dal governo nazionale. Lunedì, insieme al senatore Francesco Scoma e a tutti i parlamentari siciliani a Roma, presenterò un’interrogazione urgente per esortare l’Esecutivo a fermare una decisione inaccettabile e punitiva“.

normal_06072011(002)La Sicilia intanto, sempre alla luce della “rinata attenzione” del gruppo FS vede tagliate intere zone dai collegamenti interni: Siracusa, Ragusa, Modica, Gela, Caltanissetta, Caltagirone, Alcamo-Trapani Via Milo. Basterebbero pochi interventi mirati per recuperare un mezzo che in Sicilia aveva trovato in passato anche una produzione di eccellenza nella costruzione delle carrozze e dei vagoni.

Dal monitoraggio realizzato dal Comitato dei pendolari siciliani nell’ultimo bimestre 2014 c’è un dato che stupisce e che apre ulteriori interrogativi sulla gestione del servizio nell’Isola: il 32,51% (832 treni) del totale che si muovono sulla Siracusa-Catania-Messina, sono sempre in anticipo. Lo stesso avviene sull’altra direttrice, la Messina-Palermo, dove 290 treni (25,57%) sono sistematicamente in anticipo. Anticipi che sono determinati però dai cospicui aumenti dei tempi id percorrenza previsti.

Con il Contratto di Servizio Regione-Fs da un lato l’impresa ferroviaria si impegna all’erogazione di un quantitativo di treni-km e al rispetto di determinati indici di qualità (relativi a pulizia, comfort, informazione e puntualità delle corse), dall’altro lato l’amministrazione regionale stabilisce un corrispettivo economico per l’erogazione di tali servizi. Sempre il Contratto di Servizio stabilisce le penali da applicare al gestore dei servizi in caso di non rispetto degli indici di qualità definiti dal Contratto: le risorse generate dall’applicazione di queste sanzioni sono speso risultate consistenti, permettendo un reinvestimento diretto nel servizio, mentre alcune Regioni hanno scelto di riutilizzare le risorse generate dall’applicazione delle suddette penali per un rimborso sotto forma di bonus da restituire agli abbonati.

Insomma. Partono i grandi cantieri ma i siciliani non hanno diritto di viaggiare. L’attenzione è tutta (e solo) verso i fondi strutturali. Ma sempre “attenzione” è.