Renzi replica sul superlavoro: basta strapotere dei giudici

Matteo-Renzi-Facebook-ufficialeDi Luigi Asero

Non si placano le polemiche a 24 ore dall’inaugurazione dell’Anno Giudiziario quando da tutte le Corti d’Appello si è levata la protesta contro il governo per i “turni di lavoro massacranti” come qualche giudice si è premurato di sottolineare. E oggi, ad Aule chiuse, è il turno del Premier che risponde alle polemiche con parole molto forti che avranno certamente larga eco nei prossimi giorni, qualcuno arriva a parlare anzi di scontro fra il premier e alcune correnti.

Leggiamo intanto quanto ha scritto Matteo Renzi sulla sua Pagina Ufficiale su Facebook:

Oggi di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il Governo. E mi dispiace molto perché penso che la grande maggioranza dei giudici italiani siano persone per bene, che dedicano la vita a un grande ideale e lo fanno con passione. Ma trovo ridicolo – e lo dico, senza giri di parole – che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia: “Il premier ci vuol far CREPARE di lavoro”. Noi vogliamo solo sentenze rapide, giuste. Vogliamo che i colpevoli di tangenti paghino davvero e finalmente con il carcere ma servono le sentenze, non le indiscrezioni sui giornali. Un Paese civile deve avere una sistema veloce, giusto, imparziale. Per arrivare rapidamente a sentenza, bisogna semplificare, accelerare, eliminare inutili passaggi burocratici, andare come stiamo facendo noi sul processo telematico (così nessuno perde più i faldoni del procedimento come accaduto anche la settimana scorsa). Bisogna anche valorizzare i giudici bravi, dicendo basta allo strapotere delle correnti che oggi sono più forti in magistratura che non nei partiti. A chi mi dice: ma sei matto a dire questa cose? Non hai paura delle vendette? Rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati. E i nostri giudici devono sapere che il Governo (nel rispetto dell’indipendenza della magistratura) è pronto a dare una mano. Noi ci siamo. L’Italia che è la patria del diritto prima che la patria delle ferie, merita un sistema migliore. La memoria dei magistrati che sono morti uccisi dal terrorismo o dalla mafia ci impone di essere seri e rigorosi. Non vogliamo far “crepare di lavoro” nessuno, ma vogliamo un sistema della giustizia più veloce e più semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo.

Replica l’Associazione Nazionale Magistrati sempre su Facebook:

Il problema non sono i magistrati, ma le promesse mancate, la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta, alla vigilia di Natale, di depenalizzare l’evasione fiscale fino al 3%.
Le critiche che vengono dai magistrati sono dettate dalla delusione: noi riponevamo e vorremmo riporre fiducia nella volontà di fare le buone riforme, ma chiediamo coerenza tra parole e fatti. Renzi vuole un sistema più veloce e più semplice? Blocchi la prescrizione almeno dopo la sentenza di primo grado, introduca sconti di pena ai corrotti che collaborano con la giustizia, estenda alla corruzione gli strumenti della lotta alla mafia: i casi di corruzione clamorosi più recenti e più noti non sono indiscrezioni. Il Governo trovi le risorse per coprire le oltre 8.000 scoperture nell’organico del personale amministrativo.
Accanto alla messa alla prova, alla non punibilità per tenuità del fatto, al processo civile telematico, sono troppe le riforme timide o assenti.
Quanto alle correnti, riaffermiamo il valore delle diverse sensibilità che costituiscono una risorsa dell’associazionismo, da sempre respingiamo ogni degenerazione ispirata a logiche di potere.
Non si può non trovare di cattivo gusto il richiamo ai magistrati uccisi. Noi stessi siamo molto cauti nel richiamarci al ricordo dei colleghi caduti per il loro servizio: lo facciamo solo per onorare la loro memoria e il loro sacrificio, non per accreditare la nostra serietà.

Lo scontro proseguirà soltanto sulle rispettive pagine Facebook, o si sposterà anche nelle Sedi competenti? E soprattutto: avrà benefici per la Giustizia italiana e per i suoi cittadini o invece sarà un nuovo “inciucio fra Poteri”, tra lo “strapotere dei giudici” e quello del Governo? Perché All’ANM una pronta replice sarebbe quella che interrompere la prescrizione dopo sentenza di primo grado equivale ad allungare ulteriormente i tempi dei processi. E se non importa quanto sia lungo un processo trovandosi nell’accusa o nella parte giudicante, così non può dirsi per l’accusato e per la parte offesa. Insomma, giuste le ragioni del Governo e sacrosante quelle della Magistratura, ma non dimentichiamo in tutto questo le ragioni dei cittadini. Che siano persone “offese” in attesa di Giustizia o che siano imputati, non per forza realmente colpevoli, in attesa quindi del terzo grado.

Così, per ricordare alle parti “in causa” chi ne patisce di più delle disfunzioni.