Renzi-Cofferati: scontro aperto

Cofferati

Di Luigi Asero

Sappiamo com’è finita in Liguria alle primarie del pd. Ha vinto chi aveva scelto il “sistema”, fin qui peraltro nulla di nuovo e forse nulla di sconcertante, alle vere elezioni regionali andranno tutti (si spera) i liguri ed è lì che si gioca la partita. Il pd ha la sua candidata alla presidenza della Regione (che peraltro è quella indicata dall’uscente Burlando) e Cofferati, schifato, ora lascia il partito (sic! prima non s’era accorto di nulla).

Ma lo scontro ora si acuisce, dopo due giorni di silenzio parla il leader del Pd/premier Matteo Renzi e sulla decisione di Sergio Cofferati di lasciare il Pd rimanendo europarlamentare si pronuncia con queste parole: “perdere fa male ma non si scappa con il pallone, sta lì grazie ai voti del Pd”. Sottolineando “quando Cofferati non denunciava i valori del Pd né parlava di partito alla frutta”, appunto, come già scritto prima.
Soffermiamoci però sulla metafora calcistica. Non la pensava così il premier Renzi quando ha offerto “posto” nel suo Partito Democratico agli ex del Movimento 5 Stelle epurati da Grillo e Casaleggio (e dai militanti). Ma se la regola è “che non si scappa col pallone” allora qui mettiamo in campo due regole diverse. Una pro e una contro il partito. Vabbè, così è se vi pare…

Ma perché queste due regole? Cofferati ha dichiarato di voler “partecipare attivamente alla politica. Come, lo deciderò quando la mia partecipazione potrà essere utile” e questa potrebbe essere la paura del leader del Pd che teme una nuova formazione, magari guidata dallo stesso Cofferati e che potrebbe vedere lo strappo anche di Pippo Civati e di parte di SEL. Una formazione che potrebbe quindi dar spazio ai tanti, troppi, delusi del Pd attuale a guida renziana. Lo stesso Civati gela: “Se si andrà al voto in primavera io non mi presenterò con il Pd infatti. Non sono mai stato così distante dalla segreteria del Pd come lo sono ora“.

Tempi duri per tutti. E l’Italia resta a guardare.