Suicida per amore a 29 anni, la tragedia a Orvieto

Cristina-CappelloniDi Luigi Asero

Era molto nota a Orvieto Cristina, era anche molto bella Cristina Cappelloni. Era nata a Grotte di Castro e a Orvieto lavorava come segretaria in un noto studio legale. In passato aveva giocato nella Libertas Pallavolo Orvieto e proprio a Orvieto aveva trovato l’amora. Un amore cui non avrebbe potuto rinunciare per nulla al mondo.

Purtroppo però a volte le cose terminano, in maniera inaspettata. Terminano perché sono destinate a terminare. Così, questo suo amore è finito e lei non ha saputo resistere. Lunedì mattina ha inviato un sms per comunicare di non poter andare in ufficio e sul suo profilo Facebook ha -in qualche maniera- provato a comunicare il suo stato cambiando lo sfondo di copertina con un unico fondo nero.

Poco più tardi, intorno alle 11.30 ha deciso per l’estremo gesto, usando la pistola regolarmente detenuta dal padre, per un unico sparo che ponesse fine alla sua angoscia mentre era sola in casa. Suicida per amore Cristina.

Non scaveremo oltre, non interessa andar oltre in questa vicenda. Ce ne occupiamo solo per ammonire che casi del genere ne accadono tanti. Spesso sono semplici “falsi allarmi”, momenti che si evolvono spontaneamente. Altre volte, come in questo caso, forse un supporto immediato potrebbe aiutare.
Non puntiamo alcun dito, nessuno può farlo. Ma ricordiamo che nulla, delle volte, può esser d’aiuto più di un orecchio disposto ad ascoltare, non solo a sentire. Riprendiamoci l’Umanità, la voglia di alzare le cornette del telefono o di prenderci una pausa e trascinare chi ci è vicino.

Alla famiglia, a noi sconosciuta, solo un forte e caloroso abbraccio. Nessuna parola può aiutare.