Caos Parigi: ostaggi e sparatorie

Parigi-assediata

Di Luigi Asero

Due fronti d’assedio, a Parigi e a Dammartin-en-Goele. Procediamo con ordine.

La situazione a Parigi, contrariamente a quanto ottimisticamente diffuso, pare sempre più caotica. I due fratelli Kouachi, gli estremisti cioè individuati quali killers della strage alla redazione di Charlie Hebdo si sarebbero barricati all’interno della tipografia “Creation Tendeance Decouverte” a Dammartin-en-Goele, cittadina di circa 8 mila abitanti a circa 40 Km dal nord-est di Parigi. I due avrebbero in ostaggio il responsabile della tipografia, Michel Catalano. Riportano fonti francesi che un rappresentante di un’azienda fornitrice della tipografia ha incontrato, nelle prime ore della mattina, Michel Catalano insieme a un uomo armato che si è qualificato come poliziotto, allontanandolo subito dopo. Strane, però, le parole che avrebbe usato per allontanarlo: “Sono un poliziotto, vai via, non uccidiamo civili“. Il testimone aggiunge quindi: “Dopo che me ne sono andato, Michel ha chiuso la porta.“.

Parigi-assediata2Il testimone inizialmente avrebbe creduto che i due terroristi fossero davvero poliziotti perché avevano armi automatiche ed erano vestiti di scuro, con il giubbotto antiproiettile, esattamente come gli uomini delle forze speciali. Solo più tardi avrebbe capito che si trattava invece dei due jihadisti in fuga.

All’interno della tipografia ci sarebbero quindi l’ostaggio, forse altri dipendenti e i due terroristi in fuga con i quali le forze speciali starebbero cercando di aprire un negoziato. L’area è circondata da Polizia, teste di cuoio, elicotteri. Finora, contrariamente alle prime notizie, non ci sarebbero vittime conseguenti alla sparatoria iniziale ad un posto di blocco che ha portato poi i due fuggiaschi a irrompere nella tipografia. Alla popolazione della cittadina è stato ordinato di non uscire né affacciarsi alle finestre, mentre gli alunni nelle scuole restano per ora dentro le aule in attesa di essere evacuati a bordo di autobus scortati dalla Polizia.

I due per la fuga avrebbero sottratto l’auto a un uomo dichiarandosi con grande freddezza e senza esitazione alcuna “esponenti di Al Qaeda nello Yemen”. Ma in mattinata, in merito all’attentato a Charlie Hebdo, è giunta una rivendicazione da parte di un gruppo religioso fondamentalista legato allo Stato Islamico (Isis). Durante un sermone a Mosul, in Iraq, l’imam Abu Saad al-Ansari ha detto che l’organizzazione guidata da Abu Bakr al-Baghdadi è responsabile dell’attacco alla sede di Charlie Hebdo a Parigi. “Abbiamo iniziato con l’operazione in Francia, per la quale ci assumiamo la responsabilità. Domani saranno la Gran Bretagna, l’America e a tutti i paesi che partecipano alla coalizione che ha ucciso militanti dello Stato islamico“. Finora Al Qaeda e Stato Islamico non hanno avuto però grandi “rapporti di collaborazione”.

Un altro allarme però è in corso, sempre a Parigi. Intorno alle 13 infatti un uomo -probabilmente lo stesso che giovedì mattina ha ucciso una vigilessa e ferito gravemente il suo collega– ha assaltato un negozio kosher frequentato dalla popolazione ebraica e, armato di due fucili d’assalto di tipo militare, avrebbe con sé almeno cinque ostaggi. All’arrivo della Polizia avrebbe urlato: “Voi sapete bene chi sono!”. Si tratterebbe del 32 enne Amedy Coulibaly. Sarebbe molto pericoloso e tutta la zona è ora sotto il controllo di Polizia e teste di cuoio.

Parigi, e la Francia intera, sarebbero insomma nel caos. Si spera di poter riportare la sicurezza per entrambi i casi entro poche ore. Ma l’evoluzione non lascia ben sperare. Dal caos nasce l’ordine, ma a quale prezzo?