Il viadotto Scorciavacche da nato a crollato…

Il viadotto appena crollato

Il viadotto appena crollato

Di Luigi Asero

…O meglio, scusateci, “roto traslato”. Sì roto traslato, termini staccati, come ha fatto notare Salvo Barbagallo sul suo editoriale dell’8 gennaio, riferendosi alla vicenda del viadotto costruito dall’impresa “La Bolognetta” del Gruppo Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna, meglio noto come CMC.

Del viadotto Scorciavacche si è detto di tutto e di più, le procure di mezza Italia (giusto Termini Imerese per competenza e Ravenna), vogliono aprire un velo sulla CMC, cantieri quindi sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica e della politica che il giorno dell’evento si è lanciata in strali e cinguettii, oggi silente. Forse dopo aver saputo che i lavori erano affidati alla CMC, quella delle Coop rosse per intenderci, quella dell’inutile TAV in Val Susa, quella che avrebbe la manutenzione e costruzione in “amicizia” della basi militari americane sul suolo italiano. Sì, quella del cantiere di Chiomonte. Ma sono appunto cooperative, ognuno fa la sua parte e alla coop “La Bolognetta” è toccato (su incarico del contraente generale CMC) il cantiere del viadotto Scorciavacche incriminato. Quello appunto “roto traslato”.

Sappiamo, e vivaddio, che la stessa impresa rimetterà in sesto l’opera e questo non avrà alcun costo per l’Anas che ha dato l’appalto, quindi nessun costo per la comunità.

Si dirà che è logico, ma no. Il costo c’è. I costi per le perizie a fronte di progetti che dovevano essere già stati verificati. Qualcosa non ha funzionato, come sempre in Italia e, forse, in Sicilia in particolare.

E i costi per le indagini, necessarie, dovute. Certo è che il crollo è stato -a parer nostro- una vera “benedizione”. Fosse avvenuto in tempi successivi forse avremmo avuto vittime, forse -azzardiamo- nessuno avrebbe parlato della CMC e dell’anomalia di questa Cooperativa che ha quasi il monopolio dei grandi lavori in Italia.

Difficile recuperare la storia di questo cantiere, ora che è successo il disastro tutte le tracce non sono facilmente rintracciabili nei siti dell’azienda. A farlo però c’aveva già pensato Simonetta Zandiri di TGmaddalena.it che, in tempi diremmo non sospetti e per motivi differenti, aveva scaricato tutte le informazioni fornite proprio dalla CMC. Ci tornano utilissime e le pubblichiamo a nostra volta, rimandando al suo articolo per leggere tutto l’iter.

Noi ci permettiamo di pubblicare alcuni stralci che riteniamo particolarmente significativi.

Viadotto crollato, una storia iniziata nel 2001…
Premier e ministri sono alla ricerca di colpevoli, responsabili e quant’altro…Ripercorriamo allora la storia di questo progetto, a tappe:

2001
Il potenziamento dell’itinerario Palermo-Agrigento, con l’adeguamento della sezione stradale risulta già inserito nell’APQ per il trasporto stradale stipulato a novembre.L’intervento è incluso nella delibera CIPE n. 121 nell’ambito del Corridoio Plurimodale Tirrenico-Nord Europa, tra i sistemi stradali e autostradali
2004
L’ANAS approva un progetto preliminare, corredato dal SIA, che prevede una nuova viabilità di collegamento tra la A19 Palermo-Catania ed il Comune di Lercara Friddi, con prolungamento in direzione di Agrigento e adeguamento a 4 corsie sia della S.S. 121, per circa 50 Km , sia della S.S. 189, per 9 Km.L’ANAS, in data 14 dicembre, avvia la procedura ex Legge Obiettivo per la tratta Palermo-Lercara Friddi.
2005
Il CIPE, con delibera n. 35, ripartisce le risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate e assegna risorse alla Regione Siciliana che verranno in parte destinate all’intervento.La Commissione VIA inizia l’istruttoria e richiede lo studio di un’alternativa progettuale.L’ANAS consegna l’alternativa progettuale richiesta denominata “alternativa A”: il progetto presuppone la suddivisione della tratta Palermo-Lercara Friddi in 2 subtratte: il tratto A, Palermo (nuovo svincolo A19)-Bolognetta di Km 12,2 (lotto 1) con adeguamento a 4 corsie ( “strada extraurbana principale categoria B”) e il tratto B, Bolognetta-Lercara (lotti 2 e 3) per il quale è ipotizzato l’adeguamento a categoria C1 (lotto 2a) con parti di adeguamento in sede (lotto 2b) e tratti in variante (parte lotto 3), predisposti per il futuro adeguamento alla categoria B.

2008
Il MIT, con nota 14 febbraio, trasmette il progetto al Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Il CIPE, con delibera n. 21, definisce il quadro delle risorse previste dalla legge n. 244/2007.
Il MIT trasmette al CIPE la relazione istruttoria sull’“itinerario Palermo-Agrigento: ammodernamento del tratto
Palermo-Lercara Friddi”, chiedendo l’approvazione del progetto preliminare e l’assegnazione di un contributo a carico delle risorse destinate all’attuazione del Programma per il completamento della copertura del costo di uno stralcio funzionale.
Il CIPE, con delibera n. 31, prende atto che il DPEF ed il Piano degli investimenti ANAS recano per l’intera tratta
Palermo-Lercara Friddi un importo inferiore all’effettivo e riferibile in realtà al solo lotto funzionale “Bolognetta-Lercara Friddi” e, per consentire l’espletamento della gara per contraente generale entro il 31 dicembre 2008 in modo da utilizzare parte dei fondi FAS assegnati alla Regione con delibera n. 3572005, approva il progetto preliminare dell’”itinerario Palermo-Agrigento (S.S. 121 – S.S. 189): ammodernamento della tratta Palermo-Lercara Friddi” e concede un contributo per la realizzazione del lotto funzionale, nel presupposto che Regione e Ministero per i beni e
le attività culturali, che non hanno ancora reso i pareri, si esprimano favorevolmente senza prescrizioni o raccomandazioni.
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici formula, nell’adunanza dell’11 aprile, una serie di considerazioni e
osservazioni.
Il Ministero per i beni culturali esprime parere favorevole con prescrizioni solo per i lotti 2a e 2b, cioè sulla tratta
svincolo di Bolognetta-bivio di Manganaro, mentre ritiene che i lotti 1 e 3 vadano rimodulati alla stregua degli stessi criteri utilizzati per la progettazione del lotto 2.
La Regione si esprime favorevolmente, per quanto concerne i profili urbanistici, solo sulla tratta svincolo di
Bolognetta-bivio di Manganaro.
Il Ministero dell’ambiente si esprime positivamente sul tratto dallo svincolo con l’autostrada A19 allo svincolo di
Bolognetta.
La Regione Siciliana, con delibera del 23 luglio, approva la proposta di modifica del 1° atto integrativo del 30
novembre 2007, al fine di rimodulare le quote FAS destinate ai lotti 1 e 3 oggetto dei pareri negativi e riserva allo
stralcio in approvazione l’importo di 74,2 Meuro.
La Regione, con nota del 25 luglio, specifica che il finanziamento finalizzato allo stralcio, è da rettificare in 84,2 Meuro e si riserva di sottoporre alla Giunta la relativa rettifica.

Nel 2001 il costo del progetto era stimato in 781,399 (milioni di euro), nel 2011 salgono a 1.218,411 ( Delibera CIPE 84/2008 )

Il progetto definitivo, approvato, è stato redatto dal Contraente Generale, l’ATI CMC – Consorzio Cooperative Costruzioni, e recepisce importanti modifiche e varianti rispetto all’originario progetto preliminare. Infatti, oltre all’esigenza di ottemperare alle raccomandazioni prescritte dalla delibera CIPE 84/2008 e alla necessità di aggiornare il progetto in base alle nuove normative (Norme Tecniche sulle Costruzioni contenute all’interno del Decreto Ministeriale del 14.1.2008) il progetto preliminare è stato rivisto considerando anche lo stato di degrado di alcune strutture esistenti, emerso soltanto nel corso della campagna di indagini diagnostiche. ”

Lo stato di degrado emerso nel corso della campagna di indagini diagnostiche quindi fa lievitare in maniera considerevole l’importo preventivato. Lo stato di consegna dei lavori evidentemente è ora tutto da valutare invece. Nelle Procure.