Viadotto Scorciavacche, il 30 dicembre già chiuso

Leggiamo il comunicato emesso da Anas in merito al viadotto Scorciavacche sul proprio sito istituzionale nella data di ieri 4 gennaio, sul crollo del ponte durato appena 19 giorni e poche ore:

Variante di Scorciavacche: la chiusura preventiva già il 30 dicembre ha escluso ogni rischio
Data di pubblicazione: 04/01/2015
Pronti ad azione legale nei confronti della Ditta costruttrice e del direttore dei lavori. Tutti gli interventi di ripristino saranno a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas”

In riferimento al tratto della variante di Scorciavacche alla strada statale 121 “Catanese” in Sicilia, interessato nei giorni scorsi da un anomalo abbassamento del piano stradale, l’Anas precisa che il cedimento non ha riguardato il viadotto ma il tratto di rilevato di accesso all’opera. Il 30 dicembre il personale tecnico Anas intervenuto sul posto, avendo accertato un avvallamento del piano stradale, decise di procedere in via cautelativa e preventiva alla chiusura della strada tra il km 226,040 e il km 227,040, in località Mezzojuso, in provincia di Palermo, ripristinando la deviazione sulla SP 55 bis.
Nel pomeriggio del 30 dicembre, sulla base di quanto accertato dai tecnici della società – ha dichiarato il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci – e tenuto conto del possibile evolversi del movimento del corpo stradale che avrebbe potuto determinare il collasso del rilevato, ho immediatamente disposto la chiusura preventiva e cautelare della variante. Ciò ha evitato ogni eventuale rischio per gli utenti.
L’Anas ha immediatamente contestato al contraente generale, a cui è affidata l’esecuzione dell’opera, il difetto di esecuzione, disponendo l’immediata installazione di un sistema di monitoraggio di tutti i rilevati realizzati nell’ambito del tratto in oggetto e ordinando di procedere al ripristino del piano viabile, ma non del viadotto, nel più breve tempo possibile.
Nel contempo l’Anas ha aperto un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità della Ditta costruttrice e del Direttore dei Lavori, che aveva autorizzato l’agibilità provvisoria, riservandosi di avviare nei loro confronti un’azione legale.
Nei giorni successivi al cedimento del piano viabile e, non appena le condizioni meteorologiche lo hanno consentito (tra il 31/12 ed il 1/1 il territorio è stato interessato da copiose nevicate), il contraente generale, cui le aree sono in consegna, si è attivato con i primi interventi di ripristino, visto che la messa in sicurezza era stata già eseguita nei giorni precedenti al manifestarsi del cedimento.
Tutti gli interventi di ripristino sono a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas.

 

Il contraente, che nel comunicato non viene citato, è la ditta “La Bolognetta Soc. Coop. per Azioni” del gruppo CMC (Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna). Alcuni dati tratti proprio dal comunicato Anas che riteniamo utili:

  1. “Anas precisa che il cedimento non ha riguardato il viadotto ma il tratto di rilevato di accesso all’opera”, un tratto quindi in cui avrebbe ceduto il terreno. Terreno che però non avrebbe ceduto con il ponte precedente, forse ci sono state “movimentazioni terra anomale” come possiamo ritenere si stiano verificando in altri cantieri simili in corso d’opera?
  2. “Il 30 dicembre il personale tecnico Anas intervenuto sul posto, avendo accertato un avvallamento del piano stradale, decise di procedere in via cautelativa e preventiva alla chiusura della strada tra il km 226,040 e il km 227,040, in località Mezzojuso, in provincia di Palermo, ripristinando la deviazione sulla SP 55 bis”. Quindi Anas si accorge che qualcosa non va già 7 giorni dopo l’inaugurazione e decide “in via cautelativa” di chiudere il tratto. Saggia decisione che ha evitato il rischio di vittime (rischio che parecchi “media” hanno paventato facendo credere che la strada fosse aperta al traffico veicolare). Eppure anche qui, se ci permettete, un’anomalia la si riscontra. Non c’è traccia precedente al crollo, tra il 30 dicembre e il 3 gennaio, di questa chiusura. Il comunicato di ieri appare come una sorta di toppa di fronte allo sdegno nazionale. E continua a non citare la ditta contraente.
  3. Infine, “Anas ha aperto un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità della Ditta costruttrice e del Direttore dei Lavori, che aveva autorizzato l’agibilità provvisoria, riservandosi di avviare nei loro confronti un’azione legale”. Ma Anas Strade quindi non aveva effettuato alcun controllo antecedente alla natalizia inaugurazione. L’inchiesta esterna ora c’è veramente. Il fascicolo relativo lo ha aperto la Procura di Termini Imerese, ai giudici in tanti ora dovranno dare risposte.

Infine, ma usiamo la frase solo a chiusura dell’articolo: “Tutti gli interventi di ripristino sono a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas.”

Ah be’… meno male. E noi sciocchi che pensavamo il contrario…