JobAct: è sciopero generale. Scontri

scontri-milanoDi Luigi Asero

È arrivato il giorno dello sciopero generale. Da stamane in 54 città italiane i manifestanti protestano contro il JobAct e la Legge di Stabilità del Governo e per manifestare lo stato d’insoddisfazione del popolo italiano (o almeno di larga parte di esso).

Lo sciopero, cui non ha aderito la Cisl, ha visto il blocco dei mezzi pubblici e ben 54 cortei che da nord a sud provano a paralizzare il Paese alla ricerca di proposte e soluzioni che siano realmente condivise.

Da parte del Governo però non pare ci sia alcuna apertura, anzi il premier Matteo Renzi rispondendo a una domanda sullo sciopero generale previsto per oggi 12 dicembre aveva risposto: “Sciopero? Non sono d’accordo ma massimo rispetto“. E -anzi- dal forum italo-turco di Istambul rincara oggi la dose: “I politici devono avere il coraggio di fare le riforme, soprattutto in Italia dove è necessario cambiare“.

Oggi quasi gli fanno eco le parole del presidente Napolitano che dopo aver parlato due giorni fa dell’anti-politica, sullo sciopero odierno si è così pronunciato in mattinata: “È bene che ci sia rispetto reciproco… non si vada ad una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese“.

I due leader sindacali intanto si trovano a capo delle manifestazioni principali: Susanna Camusso (cgil) a Torino e Carmelo Barbagallo (uil) a Roma. “Fermiamo l’Italia per farla ripartire nella direzione giusta” dice Barbagallo da Roma e gli fa eco la Camusso  da Torino: “L’emergenza che ha questo Paese si chiama lavoro, bisogna fare politiche perché il lavoro ci sia. Il lavoro, non può essere qualunque lavoro senza diritti e senza professionalità. Il messaggio per cambiare il Paese è proprio quello di un Paese che investe sul lavoro e sulla sua qualità”. Entrambi i leader sindacali, rammaricati per l’assenza della Cisl, invocano comunque il dialogo.

Dal punto di vista pratico lo sciopero ha bloccato scuola, sanità, trasporti, informazione pubblica, uffici pubblici con l’astensione per l’intera giornata. Alla fine anche i ferrovieri hanno aderito allo sciopero dopo la precettazione del ministro Lupi, costretto però a ritirarla ieri in serata. Sciopero “a tappe” nei settori marittimi, autostradali, traghetti con 8 ore di ritardo. Treni garantiti solo i convogli regionali in fascia protetta. Ritardi in parecchi voli a causa dell’adesione allo sciopero del personale di volo, addirittura Ryanair ha cancellato 188 voli.

Scontri con alcuni feriti e diversi manifestanti fermati in varie città, soprattutto Torino e Milano. A Torino un insolito fuori programma con un centinaio di vigili del fuoco che si è aggregato alla protesta mettendosi in testa al corteo dicendo “siamo pompieri, noi non abbiamo paura”.

 

 Milano – scontri davanti al Pirellone


 

Napoli