Volantini vietati a Catania, risolto l’inquinamento

negozi-chiusi-cataniaDi Luigi Asero

Iniziativa ambientale di ampio respiro a Catania: fino al 6 febbraio è vietata la distribuzione dei volantini pubblicitari su tutto il territorio cittadino.

L’ordinanza emanata dal sindaco Enzo Bianco prevede sanzioni da 25 e fino a 500 euro per i trasgressori, multe alle quali andranno aggiunti gli oneri di accertamento e notifica. La sanzione è comminabile nei confronti delle agenzie di distribuzione incaricate, dei singoli che distribuiscono i volantini o anche all’inserzionista stesso qualora non sia in grado di provare la propria estraneità ai fatti.

Spiega a CataniaToday il sindaco Bianco “Si tratta di un provvedimento necessario visto l’altissimo livello di inquinamento raggiunto nella nostra città a causa dell’abuso di queste forme pubblicitarie che finiscono non solo per deturpare la nostra splendida Catania compromettendo il decoro urbano ma anche per mettere a rischio l’incolumità dei cittadini se pensiamo alle cartacce che occludono le caditoie impedendo il deflusso delle acque piovane o che vengono gettate nelle aiuole diventando potenziali focolai di incendi. Spesso, inoltre i volantini vengono distribuiti agli automobilisti creando problemi alla circolazione“.

Specifica sempre CataniaToday che “sanzioni previste anche per chi affiggerà manifesti, adesivi e volantini pubblicitari di qualsiasi forma e dimensione sui supporti e manufatti delle reti pubbliche di gas, luce telefono, segnaletica stradale o alberi e piante presenti su aree verdi pubbliche in tutto il territorio comunale e su qualsiasi altro supporto murale o strutturale non regolarmente autorizzato allo scopo specifico“. Incaricati del rispetto dell’ordinanza sono gli operatori della Polizia Municipale e le forze dell’ordine in generale.

Una reazione interessante la leggiamo su LiveSiciliaCatania da parte del presidente della Fipet Roberto Tudisco che commenta così l’ordinanza: “Sembra che in questa città le istituzioni non si accorgano di quanto profonda e allarmante sia la crisi economica che stiamo vivendo – afferma – e, ignorando la realtà e le voci a cui questa realtà appartengono, si decretano iniziative senza nemmeno convocare un tavolo di concertazione. La decisione di vietare il volantinaggio il 2 dicembre ad un passo dal Natale e dal tanto tanto atteso “sospiro di sollievo” per il recupero dei consumi, non sembra aver avuto il giusto tempo di essere soppesata: un commerciante programma il Natale nel periodo di ottobre, quindi pianifica spese e investimenti, i ristoranti, le pizzerie , i B&b, gli alberghi promuovono le loro attività con offerte natalizie e occorre ricordare che spesso a commissionare “il volantino “sono piccoli negozi che non hanno altri mezzi per la pubblicità”.

Certo, i cittadini saranno anche soddisfatti, a volte lo stato di sporcizia delle strade è tale da portare a vera e propria depressione e in fondo, diciamolo, i centri commerciali in provincia di Catania, e nella stessa città, non mancano. Ma non è che proprio la concentrazione della Grande Distribuzione Organizzata ne gode maggiormente di questo provvedimento? Perché a volerci riflettere un po’, se i volantini sono un problema per le strade sporche e i tombini otturati allora Tari, Tarsu e altre imposte locali per cosa vanno pagate se non per la pulizia dei rifiuti urbani?

Sembra polemica, ma forse i cittadini dovrebbero riflettere un po’ sulla “bontà” del provvedimento. E fa benissimo LiveSiciliaCatania a iniziare così il suo articolo: “Una decisione “civile”, che in molte città, non solo d’Europa, è regola già da tempo…”, ma in quelle città il servizio di raccolta (differenziata quasi al 100%) funziona bene. Cosa che al sud… beh, stendiamo un velo pietoso!

Infine… credeteci. Non avremmo mai creduto che l’inquinamento ambientale di Catania fosse determinato dai “volantini”, non credevamo neanche che le caditoie che trasformano la città in un fiume in caso di pioggia fossero “solo” ostruite dai volantini e non invece dalla cattiva manutenzione che deve -appunto- tenerli liberi.

La città, da troppe parti è costituita da facciate imbruttite dal tempo, dalla mancata manutenzione (a carico dei privati, certo, ma che con la crisi perenne non hanno certo fondi per rifare le facciate dei palazzi, anche “gentilizi”), non pensavamo fosse imbruttita dai “volantini”. E infine, il potenziale focolaio. Eravamo certi che i cassonetti (di aiuole incendiate proprio non ne siamo testimoni) venissero dati alle fiamme da vandali e piromani. Abbiamo sbagliato tutto, eliminando i volantini (solo nel periodo di Natale) torneremo la città al primo posto per vivibilità, non al 99° cui ci ha relegato -per l’ennesima volta- la nota classifica anti-sud de “Il Sole 24 Ore”.