Strage di Ustica. Le coincidenze anomale

1246007140bDa un mistero a un altro mistero. Anzi, una decina di altri misteri. Ufficialmente, le vittime di Ustica sono 81. Ma su quell’aereo, sembra gravi una maledizione. Ci sono un’altra decina di persone decedute, e tutte legate in un modo o nell’altro alla strage di Ustica. Persone che improvvisamente muoiono, si tolgono la vita senza motivo, o sono vittime di strani incidenti…

Il generale Roberto Boemio. Il 13 gennaio 1993 due sconosciuti lo accoltellano a morte a Bruxelles. Una rapina, si dice. Il generale, in pensione, era stato capo di stato maggiore della terza divisione aerea, con base a Martina Franca; anche per le sue rivelazioni gli alti ufficiali dell’aeronautica sono stati incriminati. Però, forse, davvero è stato vittima di una rapina finita male. Chissà.

E che dire di altri due ufficiali, quella sera in servizio al centro radar di Poggio Ballone, il capitano Maurizio Gari e il maresciallo Alberto Dettori? Gari muore d’infarto, un colpo secco, improvviso. La famiglia assicura che scoppiava di salute. Chissà. L’altro si impicca; aveva confidato che quella sera del 27 giugno, per poco non era scoppiata la guerra. Depressione? Chissà.

Muore anche il generale Giorgio Teoldi, comandante dell’aeroporto militare di Grosseto, da cui, quella sera decollarono tre aerei da guerra. Il generale si schianta a bordo della sua automobile; è da solo, e non ci sono testimoni, quando si schianta; un colpo di sonno, un malore? Chissà.

Su uno di quegli aerei decollati da Grosseto c’erano i capitani Ivo Nutarelli e Mario Nardini, muoiono il 28 agosto 1988 a Ramstein in Germania, durante le esibizioni acrobatiche, una settimana prima di essere interrogati. Erano due assi, ma anche gli assi commettono errori. Chissà.

Il sindaco di Grosseto Giovanni Finetti, raccoglie le confidenze di alcuni ufficiali sulla strage; e muore anche lui, in un incidente stradale, da solo, senza testimoni…Chissà.

Un altro generale, Saverio Rana, capo del Registro Aeronautico, il primo che parla di missile, anche lui muore; per infarto…Chissà.

Muore un maresciallo dell’aeronautica, si chiamava Ugo Zammarelli, travolto da una motocicletta: indagava sul MIG libico trovato sulla Sila. Non viene disposta l’autopsia, i suoi bagagli spariti. Chissà…

Un altro maresciallo, Antonio Muzio è ucciso con tre colpi di pistola da sconosciuti. Lavorava all’aeroporto di Lametia Terme, dove avevano conservato i resti del MIG e i nastri con le registrazioni di volo. Chissà…

Un ex colonnello, Sandro Marcucci, si schianta mentre è a bordo del suo Piper anti-incendio, incidente improvviso, e senza spiegazione. Qualche giorno prima a proposito di Ustica aveva rilasciato dichiarazioni di fuoco contro l’aeronautica. Chissà…

Il maresciallo Franco Parisi si impicca anche lui. Prestava servizio al centro radar di Otranto, doveva essere interrogato dai magistrati. Depressione? Chissà…

Si arriva finalmente al processo. Alcuni alti ufficiali dell’Aeronautica italiana sono stati inquisiti: per l’accusa sapevano cos’era accaduto, ma tacevano e depistavano, coprivano i colpevoli. Dopo un lungo e faticoso processo, sono stati assolti per non aver commesso il fatto, mentre alcuni reati sono caduti in prescrizione.

dossier3Siamo all’oggi. I familiari delle vittime e i loro legali chiedono che l’ex primo ministro e numero due del regime di Gheddafi, Abdel Salam Jalloud, sia ascoltato: potrebbe fornire elementi utili, importanti: “Si può ritenere che Jalloud, per la posizione ricoperta all’epoca del regime, possa essere al corrente di dati molto utile alla ricostruzione dei fatti”. Già: Jalloud: dopo anni in “sonno”, per chissà quali contrasti con Gheddafi, appena il regime ha mostrato i segni del crollo si è imbarcato sul primo aereo e si è rifugiato in Italia. Ha almeno quarant’anni di intrighi e di storiacce da raccontare, e forse le racconta, forse no, forse quelle storie sono la sua assicurazione per la vita. In quelle storie c’è anche quella sulla strage di Ustica?

Mesi fa “Il Corriere della Sera” ha pubblicato un commento di Andrea Purgatori; vi si può leggere che “l’organizzazione Human Rights Watch ha messo le mani, a Tripoli, sull’archivio segreto dell’intelligence libica che – ha rivelato il responsabile del settore emergenze Peter Bouckaert, contiene moltissimi documenti su quanto accadde il 27 giugno 1980…”. Non se ne è saputo più nulla; al contrario, sarebbe interessante saperne di più. E’ vero quello che ha scritto “il Corriere della Sera”? E’ vero che “Human Rights Watch” ha messo le mani sull’archivio segreto dell’intelligence libica, e che in quella massa di documenti ce ne sono tanti che riguardano la strage di Ustica? Come mai un’organizzazione per i diritti umani ha quei documenti? E che ne ha fatto, cosa ne fa? Sono stati acquisiti dagli investigatori italiani? Se no, perché? E già che ci siamo: i “servizi” italiani, che certamente si sono fiondati in Libia appena il regime ha cominciato a mostrare i segni del crollo, cos’hanno trovato? Al Copasir di Massimo D’Alema, nessuno si fa domande?

*Fonte: Articolo di Valter Vecellio su “La Voce dell’Isola”