“Sì, la pistola è alla tempia, ma è un bene”

di Luigi Asero

pistola1Sfogliando alcuni quotidiani di partito ci incuriosisce l’intervista all’on. Giuliano Cazzola. Vice presidente PdL della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.  L’intervista di Annamaria Gravino pubblicata ieri sul “Secolo d’Italia” online inizia con una dichiarazione che appare quasi tranquillizzante, l’on. Cazzola infatti dice che l’ultimatum europeo all’Italia «è un fatto positivo». «Penso che l’Ue abbia ragione a sollecitare una linea di maggiore rigore, poi il problema è vedere se il governo è in condizione di reggere questa sfida così intensa». Si spinge addirittura a dire che in un periodo come quello attuale “Sì, la pistola è alla tempia, ma è un bene”

Se il Governo è in grado di reggere questa sfida non possiamo dirlo neanche noi, certo è sintomatico che un esponente della stessa maggioranza se lo chieda. I dubbi, si intuisce presto, sono originati dall’atteggiamento della lega che difende nelle parole i pensionati. Ben sapendo che i 2/3 delle pensioni di anzianità sono erogate al Nord, nel suo bacino elettorale cioè.

Giuliano_CazzolaQuello della Lega è un problema fondamentale, perché è una componente essenziale di questa maggioranza. Ma il governo ha anche altri problemi interni. Per esempio su queste vicende anche il ministero del Lavoro, che è molto attento alle posizioni dei sindacati, è sempre stato prudente. Insomma, non è che questa maggioranza e questo governo abbiano ormai la forza politica di fare delle cose tanto delicate. Se il governo ce la fa si assicura la possibilità di andare avanti, altrimenti è importante quanto meno gestire il passaggio di consegne per non farsi travolgere“. In proposito quindi risulta veramente interessante questa dichiarazione. Un misto di rassegnazione ma forse anche un altolà alla Lega di Bossi:

 

La discussione inevitabilmente e senza apparente contraddittorio, finisce però a parlare dell’art. 18: “se non lo riformiamo ora quando possiamo farlo?” 

In buona sostanza quindi si chiede alla Lega di ragionare e non assumere atteggiamenti che possano far cadere il Governo, si invoca la riforma Maroni a proposito di lavoro che potrebbe costituire un passo condiviso e che potrebbe piacere all’Europa. Contestualmente poi si rigira la canna della pistola sui lavoratori. Perché il momento è questo e l’Europa lo esige. Sarà… ma non convince molto questa versione. Convince ancor meno nel giorno in cui la stessa Camera dei Deputati di cui l’on. Cazzola fa parte chiede per il 2014 la stessa dotazione di fondi del 2012, non rinunciando pertanto a nulla. Ma forse loro, i deputati, lavorano di più…

Link all’intervista