La lotta alla mafia è solo un palliativo

Elicottero_ArmaDi Daniela Fasanaro

La lotta alla mafia è un palliativo. La vera mafia è costituita infatti da FMI, Banche Mondiali, NWO, Signoraggio bancario. I “mafiosi” ormai sono pochi e si occupano di cocaina, il resto è demagogico, come un tempo di mafia non se ne parlava ora tutti si riempiono la bocca con queste storie. Che raccontano a chi non sa vuole o non sa vedere.
È come nel mondo del narcotraffico. Si prendono i pusher, i tossici, ma non chi detiene il mercato. E cosi da sempre.
Un vertice marcio, non può che generare una società marcia. Siamo tutti coinvolti, ognuno con la sua dose di responsabilità. Non c’è poi la volontà di agire nella coerenza della responsabilità e consapevolezza, ma di adeguarsi ai flussi. È come abbandonare la propria vita alle fiere… senza la capacità di ribellione, considerata solo una retroguardia storica. Quasi una rassegnazione.
È la cultura delinquenziale e criminale che governa il mondo. Bisogna uscire dalla perversa logica del Debito Pubblico e PIL, e sarà un dramma sociale, su cui si sono formate diaboliche alleanze criminali, d’affari e interessi… vivono sul ricatto alla collettività e speculano sulla vita della gente.

L’esplosione del debito pubblico è una partita di giro generata da criminali per impoverire i popoli e arricchire una élite a cui dovrebbe invece essere addebitato. E’ il nostro lascito, insieme alla distruzione ambientale, per le nuove generazioni, paragonabile ai disastri prodotti nel periodo coloniale di cui paghiamo ancora le conseguenze.
G. Auriti: “Se non ci liberiamo della moneta debito le generazioni future avranno l’alternativa tra la disperazione e il suicidio”.

Sarà un default a demolizione controllata!! Ma sarà default. La pratica Lehman possiamo considerarla una esercitazione sul campo… ma anche Parmalat e Argentina. Ora la Grecia: cosa ne è stato fatto di quella civiltà madre dell’occidente!

Saranno falcidiati rigorosamente i settori vulnerabili della popolazione… e come sempre pagheranno i più deboli le colpe di una élite collusa, corrotta e bancarottiera… Una gerontocrazia culturale ormai priva di senso.
Senza collasso finanziario non si potrà avere una rigenerazione, il mondo degli uomini, ma resterà solo degli affari e dei ricatti. Il default degli Stati è un bagno di sangue necessario per riavere la vita, per ridarci un’etica adeguata alle conoscenze, nuovi diritti e doveri, nuove forme di convivenza. Questa non è più sopportabile, né sostenibile. Una società fondata sul debito pubblico è una bomba a esplosione certa telecomandata.

Principi di austerità, tagliare tutto ciò che è dannoso alla vita, astenersi dai consumi inutili, depurarsi, diviene una condizione indispensabile o sarà scontro, violenza, catastrofe. E’ la torre di Babele che crolla. L’alienazione sul lavoro e la drogatura nel dopolavoro sono condizioni di privazione di vita. Nell’orgia non trovi amore. E lo Stato dell’orgia sta collassando perché esaurito e esautorato.

L’attuale crisi è strutturale, non tocca “il sistema” dei signori dell’ordine mondiale… perché è di loro dominio!! Li si lasciano agire. Hanno tutto a disposizione: ogni cosa, ogni individuo ha un prezzo. L’ordine che governa il mondo usa tutto e tutti… e lo fa con tutti gli strumenti.

I media luoghi di compensazione umorale. Intrattengono con gli scoop, con situazioni di piccolo cabotaggio, con lo spettacolo. Sono le telenovela multisoggetto quotidiane per addomesticare e rendere fazioso il popolo. Manipolano con la propaganda le menti. Dotati di redazioni dedicate agiscono come vere macchine da guerra. Producono finte scaramucce e gogne mediatiche per chi ha perso potere… il popolino si sbizzarrisce, impotente guarda… e copia i modelli proposti.
I politici sono cani da riporto, impiegati a servizio dell’ordine costituito, chiamati a svolgere ciò che è nell’interesse del comando a cui devono riferire e rispondere. L’elettorato è la farsa democratica.

La società dell’intrattenimento o dei balocchi svolge la sua funzione dissipatrice di intelligenze e menti pensanti. Pensare non va bene. Devi agire in modo pavloviano. Vengono generate cause a cui seguono effetti voluti.

Le forze militari proteggono i vertici e agiscono in funzione di un mandato: intimidire gli individui e controllo delle masse.
L’intelligence e i servizi creano le condizioni sociali per la realizzazione del programma.

Il terrorismo è l’arma per produrre paura di massa che volentieri si fa controllare a discapito della propria libertà e rende lecito l’abuso arbitrario sui diritti dei cittadini in nome della sicurezza.

Le banche sono lo strumento per impoverire le persone raccogliendo e amministrando il loro risparmio, per riciclare i proventi di attività criminose, per gestire i flussi finanziari, il debito pubblico e le operazioni strategiche. Non solo, ma manovrano i titoli del debito pubblico che collocano ai privati. Chi controlla le banche (e di conseguenza le banche centrali) possiede gli Stati. Non vi siete chiesti come mai, nella crisi mondiale, chi ha avuto denari dagli Stati sono state proprio le banche? A loro che han prodotto il danno vengon date le nostre risorse? Sono loro che lo hanno imposto. Gli Stati, cioè noi in teoria, siamo sotto continuo ricatto di banche, fondi, istituti che minacciano la non sottoscrizione del debito, quindi di default.
Si avvalgono del signoraggio e gestiscono la concessione del credito senza pagare il denaro che prestano.
Con il digitale si entra nel pensare e fare dei singoli individui: è il governo controllo preventivo, una specie di “scudo terrestre”. Passata la fase pionieristica, come tutte le precedenti entusiasmante, ora sarà preda dei grandi poteri e lo useranno per gestire le informazioni e le masse come vogliono. Esperimenti in tal senso son già stati fatti… anche in Italia. Le sue applicazioni sono solo agli inizi.

Con la ricerca scientifica si destabilizzano o si incentivano poteri economici e tipologie di consumi. Ogni invenzione è boicottata se non in linea con il potere costituito. Le religioni e le ideologie sono funzionali per l’obbedienza aldilà della ragione e dell’intelletto.

Scuole e università sono allevamenti di massa per l’indottrinamento; luoghi in cui si produce la tipologia di bestiame desiderato.
Le diverse economie produttive fan correre quotidianamente gli individui, organizzati per lottizzati e gerarchie, impegnati spesso in sciocchezze ripetitive alienanti in cui perdono ogni loro abilità, per alimentare il sistema e un mercato falsato.

Come uscire da questo girone infernale?

  • “Default e azzeramento debito pubblico”. La vita di una comunità, di persone, le generazioni future, non possono essere sotto la continua spada di Damocle per qualcosa di cui non hanno colpe;
  • “Ridare la terra a chi la lavora”. Proposto oggi significa: “Riprendere la dignità delle proprie abilità”. Ogni individuo deve ritrovare soddisfazione di se stesso, della propria opera, deve essere messo nelle condizioni di esercitare il proprio talento. Nella persona c’è l’unità di misura. Il sistema, semmai, va ripensato, non può pretendere di annullare le singolarità rese degli zombie.
  • “Ritorno alle piccole comunità tra loro connesse”. Uscire dai macro sistemi urbani, dalle megalopoli, in cui vi è la perdita del sé. Centrale non è la burocrazia che ha prodotto sufficienti danni, ma il ritorno alle comunità vivibili, l’uomo con coscienza ecosistemica e solidale;
  • gli “Scenari futuri” non possono essere sempre sacrificati agli interessi contingenti del presente. La cultura dell’emergenza non può essere l’unica politica gestita da una classe dirigente in cui permea una devastante corruzione;
  • devono essere riconosciute le “Economie cognitive e artistiche” non solo quelle ripetitive o tradizionali. Il “mercato” (che poi mercato non è) non può essere l’unico modus vivendi. La qualità dell’esercizio del sé è funzionale al bene collettivo.
  • i “disastri ambientali” non possono rimanere impuniti o ricondotti a condanne marginali;
  • una nuova carta etica, dei diritti e dei doveri deve divenire riferimento di convivenza per tutti i popoli;

Torneremo sull’argomento…