Nel mondo c’è

gocciadi Daniela Fasanaro

C’è una crisi nell’uomo di oggi che si apre a tutti i livelli ed a tutti gli aspetti della vita (gioventù, famiglia, scuola, università, società, economia, politica, istituzioni ecc.) a cui tutti tentano di dare una risposta, cento risposte, mille risposte, per uscire dal terremoto delle dispersioni analitiche, per ritentare la sintesi, per ricomporre i brandelli dell’anima moderna alla deriva, dopo tanti naufragi.

C’è nell’uomo di oggi un dubbio atroce, una illimitata catena di prigionie da cui non sa o non vuole liberarsi e si agita allora come naufrago che non sa nuotare e quando più si muove nel mare dell’essere, quanto più affonda nel momentaneo e nel relativo.

C’è nell’uomo di oggi una angoscia tante volte cantata, tante volte descritta da poeti e da filosofi, quasi compiaciuti di questa dolorante umanità nel travaglio di un parto che conosce solo i conati e non la nascita liberatrice e gioiosa.

C’è nell’uomo di oggi un desiderio illimitato d’Amore e di gioia, dopo tante guerre e tante malversazioni, dopo sì dolorosi inganni e organizzate propagande, dopo tante aberranti teorie propinate in pillole dell’amore materiale e sentimentale, senza l’interiore partecipazione e la sofferenza nella donazione generosa di ogni momento ai nostri fratelli di viaggio, che vivono accanto a noi e dai quali alti muri di incomunicabilità ci dividono, muri eretti da millenni di generazioni, dalle proprie mani.

C’è nell’uomo di oggi una spinta fortissima alla libertà individuale e pubblica, umana e sociale contro tutte le mistificazioni ed i forzamenti, contro tutte le cortine della massificazione del mondo, contro tutte le false demagogiche dichiarazioni di libertà a parole, ma che nascondono colonialismi di ogni sorta e mantenimento di privilegi, contro tutte le filosofie asservitrici.

C’è nell’uomo di oggi in questa società del benessere e dei consumi illimitati, una irrazionale e sempre più progressiva rivolta contro tutte le tecniche, le nuove divinità babilonesi che hanno ridotto le città a falansteri, spezzando le cellule famigliari, rendendo gli uomini abitanti nella stessa casa o nello stesso appartamento degli incompresi sconosciuti, tristi e malinconici figli di una società che vuole tutto previsto e provveduto dalla culla alla tomba.

C’è nell’uomo di oggi un incontenibile slancio a superare tutte le barriere, a vincere le remore del passato e della storia, a scogliere i ceppi di tutti i nazionalismi apportati di guerre fratricide. Già si sono levati uomini lungimiranti protesi ad abbattere le frontiere degli Stati, ormai riconosciute come anticaglie di ieri, pronti a distruggere tutte le dogane ed i pedaggi medievali, aperti ai grandi spazi continentali ed intercontinentali, alle economie integrate, ad un respiro politico che vuole realizzare le Federazioni dei paesi di uno stesso Continente.

C’è nell’uomo di oggi un bisogno di Dio inspiegato, oltre i ceppi ed i dogmi, dopo tutte le filosofie vane, dopo tutte le distruzioni volute, dopo tutte le iconoclaste empietà e le devastazioni compiute nelle anime e nelle chiese di tutte le religioni dello Spirito, attuate in tutte le nazioni ed in tutti i Continenti, sotto ogni meridiano.

C’è nell’uomo di oggi un profondo amore per una giustizia vera per tutti, dopo le false manifestazioni espresse dai singoli e dai gruppi nascosti sotto inutili parole e promesse millenarie mai mantenute nella realtà.

C’è nell’uomo di oggi una paura ossessiva per la presenza di forze liberate a fatica dagli scienziati dei paesi più progrediti, e condensate in strumenti di morte, pronti a scattare a distanza ed a distruggere in brevi momenti l’umanità intera, angosciata per questa spada di Damocle che sovrasta le teste di tutti.

C’è nell’uomo di oggi che potrebbe vivere sereno e trarre dalla terra, come non mai, i beni per il sostentamento ed il nutrimento necessario a tutti i suoi figli, l’ignobile, invereconda piaga della fame che miete i poveri ed i derelitti del mondo ogni giorno ed invecchia ed uccide, anzitempo, i padri e le madri del drammatico e tragico spettacolo dei figli che muoiono sotto i loro occhi, imploranti un pezzo di pane od un pugno di riso, mentre altrove, per mantenere alti prezzi sui mercati, una pazza parte dell’umanità distrugge, per ignobili interessi, volutamente, i doni della terra, che Iddio ha elargito a piene mani.

C’è nell’uomo di oggi un anelito vivissimo per la cultura di tutti e non solo per alcuni gruppi privilegiati, per stroncare l’analfabetismo, nefando servaggio dello spirito, che impera da millenni in tante parti del mondo.

C’è nell’uomo di oggi un bisogno irrefrenabile di conoscere la sua l’anima e le sue forze e le sue leggi, dopo tanti bombardamenti delle propagande, , ossessionato dai frastuoni del mondo e dalle parole che hanno perduto ormai il loro senso comune, perché volutamente alterate nel contenuto ed usate per l’inganno delle masse, sprovvedute di senso critico e di cultura