Il piromane di Pontida

di Luigi Asero

CalderoliIl ministro Calderoli è fatto così, parla, dice ciò che pensa e pensa ciò che dice. La vera preoccupazione non è che lui esprima i suoi pensieri, ma che ci siano persone -tante- che questi pensieri li votano.

Così ieri si è espresso a proposito della situazione rifiuti a Napoli:

“Che si tengano la spazzatura. Io comunque sono disponibile a fare il commissario per l’immondizia a Napoli. Tiro fuori i lanciafiamme così libero le strade.”

Da sempre si esprime con il fuoco, non il fuoco della passione, ma proprio il fuoco vero. Quello che lo ha portato ad avviare la sua stagione di riforme dando fuoco a delle scatole contenenti (era il 25 marzo 2010) a suo dire circa 375 mila “leggi inutili”. Tutte quelle che il PdL aveva abolito con un taglio netto in nome e conto della semplificazione normativa. Inutile provare a spiegare al nostro piccolo Nerone che fra quelle leggi inutili aboliva l’Atto di annessione del Gran Ducato di Toscana per esempio. Peggio ancora… inutile spiegare al nostro piccolo Nerone come sia impossibile che quelle leggi fossero 375 mila visto che mai si è visto un Parlamento capace di produrre circa 70 leggi al giorno (perché soltanto così si potrebbe arrivare a 375 mila provvedimenti). Peggio ancora inutile provare a spiegargli che il “lanciafiamme” non è una soluzione educativa e non è certo una soluzione istituzionale. Lui, il nostro piccolo Nerone in pantaloni color arancio e giacca verde con il lanciafiamme prenderebbe anche le stesse istituzioni che rappresenta.

Per il buon viso a cattivo gioco che deve fare rispetto agli elettori. Perché se così fosse, per coerenza, dovrebbe rifiutarsi di essere parlamentare di una Repubblica che non riconosce e Ministro della stessa. Con compensi e benefici che da questi incarichi ne derivano. Compensi pagati da quella “Roma ladrona” che costantemente ruba al popolo padano per sprecare i fondi pagando inutili politici. Quindi quantomeno potremmo definirlo correo verso il furto costantemente perpetrato contro il popolo padano. Ma tant’è…

Calderoli, neo-Nerone insiste. Credo che qualsiasi persona dotata di buonsenso, padana o terrona che sia, possa capire il senso di questo populismo demagogico senza testa né coda. Urlare al vento frasi sconnesse per provare a coprire l’immane vuoto cerebrale che circonda i suoi presunti “ideali”.

Il rischio cui si va incontro non è alto, l’unico vero rischio è che qualcuno pronunci questa celebre frase. Magari dopo brucerà anche ogni testo di Gabriele D’Annunzio… ma cosa importa? Le parole rimangono.

“Se tu non parlassi saresti un normale cretino, invece vuoi strafare.”