Quando disabilità deve far rima con crudeltà

carrozzellaSono due piccole storie, di cronaca, di “semplice cronaca”. Due storie di disabilità, due storie di crudeltà. Come tante, come sempre più ne ascoltiamo giornalmente quando tendiamo le nostre orecchie alla ricerca di una notizia che non sia il bunqa bunqa e che forse, meglio di tanto altro, ci spiega perché alla fine questa non è altro che l’Italia del bunqa bunqa. Del menefreghismo, della mancanza di Valori (con la v maiuscola per evidenziarne la rarità). 

Vengono da città diverse, ma la città non importa. Sono le storie nostre, dei nostri vicini di casa, a volte di casa nostra. Volutamente scelgo le due città simbolo italiane:  Roma e Milano.

A Roma un padre viene arrestato dopo aver scoperto, i carabinieri, che aveva abbandonato il figlio 23enne psicolabile in un maleodorante garage riadattato ad abitazione. Per poter andare al bar a bere con gli amici.

A Milano la mamma di Rebecca, dolcissima bimba di 5 anni colpita a pochi mesi da atrofia muscolare spinale. Costretta pertanto a fisioterapia continua e sedia a rotelle. Qui la crudeltà viene dall’esterno. Da quei vicini di casa invidiosi del posto auto assegnato con striscie gialle e numero di protocollo. Occupano sempre quel posto, perché loro sani in salute, un po’ di strada a piedi non sanno farla. E si arrabbiano. Si arrabbiano quando la sua mamma è costretta a chiamare la Polizia Locale che rimuove i veicoli con apposito carro attrezzi e provvede all’elevazione del verbale.

Si arrabbiano vigliaccamente. Due volte vigliaccamente… perché contro un soggetto che con mille ragioni non ha la loro stessa fortuna di poter camminare sulle proprie gambe e perché lo fanno senza dir nulla. Graffiando la carrozzeria dell’auto e tagliandole le gomme. Cosa che più volte ha impedito alla piccola di raggiungere il centro di fisioterapia. Senza parlare dell’aggravio di costi e di rabbia per i due genitori.

Potremmo commentare in mille modi, parlare di inefficienza delle Istituzioni, prendercela con Dio e col mondo. Ma sarebbe ipocrita. Sarebbe semplicemente ipocrita. La colpa qui è di singole persone che non meritano umana pietà. Veri “handicappati” privati del bene più prezioso: la dignità e il senso umano.

Luigi Asero