Lo Stato ha violato l’impegno

public-automezzi-ALFA ROMEO 159 1.9 JTDM“Lo Stato ha violato l’impegno”. Con questa pesante dichiarazione un gruppo di pentiti di mafia siciliani ha deciso di denunciare il grave stato della situazione del Servizio Centrale di Protezione. Come a Napoli non ci sono più soldi per pagare le ore di lavoro straordinario agli agenti di scorta, così a Roma il Servizio Centrale di Protezione è rimasto senza fondi per la tutela dei collaboratori di giustizia e delle loro famiglie. Ne derivano situazioni che vanno oltre il paradosso come l’ex mafioso catanese Roberto Spampinato per il quale è stata addirittura rinviata la pena. Il Servizio Centrale di Protezione non ha i soldi per l’alloggio e lui aveva comunque perso la sua casa, lo Stato non sa dove mandarlo per gli arresti domiciliari. 

Lo Stato, già lo Stato. Quello Stato che proclama i migliori risultati nella lotta contro la mafia e che nel frattempo manda un pentito a deporre in Calabria, senza scorta però. Il pentito in Tribunale c’è arrivato, ma forse azzardiamo che abbia giocato a suo favore soltanto “l’effetto sorpresa”.

Altri collaboratori sono per ora ospitati presso comunità religiose. All’insaputa dei volontari che prestano assistenza però… La situazione non è rosea nemmeno per la tutela legale che spetta comunque a ogni imputato: gli avvocati non percepiscono un centesimo da oltre sei mesi infatti e c’è da chiedersi per quanto tempo ancora saranno disposti a lavorare in simili condizioni.

A segnalare le gravissime anomalie ormai ci provano un po’ tutti. Magistrati antimafia, il Siulp che rileva come ormai i poliziotti debbano far da pacieri con gli albergatori, il leader IdV Antonio Di Pietro con apposite interrogazioni parlamentari (senza risposte) e addirittura lo stesso sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano che dichiara sui fondi assegnati che sono passati dai 52 milioni di euro del 2008 ai 34 milioni del 2011. Cioè il 35% in meno assegnato dal Governo che “più di tutti ha combattuto la mafia”. Mafia in verità da sempre combattuta dall’impegno di forze dell’ordine  e magistratura che forse oggi costituiscono un “peso” per un Governo sempre più impantanato in una situazione grottesca e surreale… La Legge è uguale per tutti. Per qualcuno di più e per altri meno secondo meri calcoli politici…

Luigi Asero