Cesare Battisti, vacanze brasiliane per un vile assassino

Cesare-Battisti-arrestoEra nell’aria, in fondo lo si sapeva già. Già dal 2008 quando il latitante ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, Cesare Battisti, era stato catturato in Brasile. Avrebbe scontato una piccola pena, giusto per dare un “contentino” al Governo Italiano, ma l’ex presidente Lula concedendo la grazia aveva di fatto dato legittimazione al vile assassinio di 4 persone. Omicidi per i quali in Italia Cesare Battisti era stato condannato alla pena di due ergastoli. Pena che in Brasile non esiste essendo quantificato il massimo in 30 anni di reclusione.

Si potrebbe obbiettare che la fase degli “anni di piombo del terrorismo” è ormai alle nostre spalle, che sono stati reati di gioventù… Sì forse è vero, ci sono stati anche i reati di gioventù. Una rapina a Frascati, svariati atti di teppismo e vandalismo, una rapina con sequestro di persona a Sabaudia… inutile far l’elenco. Il curriculum di un qualsiasi volgare e inutile criminale. Un criminale poi divenuto anche vile assassino. Assassino di Pierluigi Torreggiani, assassino di Antonio Santoro, assassino di Lino Sabbadin, ancora assassino di Andrea Campagna. Santoro e Campagna uomini dello Stato, uccisi per esser uomini dello Stato. Torreggiani e Sabbadin commercianti, uccisi per aver provato a difendere il loro incasso.

Questo è il vile criminale assassino Cesare Battisti. Un semplice assassino che per finanziare la sua bella vita col pretesto dell’eversione di sinistra assassinava lavoratori che cercavano solo di dare un futuro ai propri figli.

Perché dovrei difenderlo? Difendere un assassino che ancora nelle foto della sua scarcerazione di due giorni fa, a 56 anni non ha mostrato neanche vergogna o rimorso, non ha neanche provato a chiedere “scusa”. Nulla. Pronto a godersi la sua nuova vita a Rio De Janeiro dove le figlie provenienti dalla Francia lo raggiungeranno. Perché loro, le sue figlie, un padre da raggiungere lo hanno ancora.

I figli delle vittime no, possono soltanto portare dei fiori e vivere nel ricordo dei cari due volte uccisi. Da Battisti prima, dalla decisione delle Autorità brasiliane ora.

Una domanda continua a frullar nella mia testa. Perché il Brasile è la patria di assassini e latitanti? Moltissimi latitanti di mafia, di terrorismo vivono lì indisturbati. Moltissimi hanno anzi reinvestito i loro capitali in lucrose attività imprenditoriali. Quali equilibri girano attorno al Brasile e ai “poteri occulti” spesso mandanti almeno morali delle peggiori atrocità? Temo che questa domanda non avrà risposta…

Luigi Asero