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Vita moderna > F come Fatto del giorno
Il 29 luglio 1983 con un'autobomba morivano a Palermo il consigliere istruttore Rocco Chinnici, i carabinieri maresciallo Mario Trapassi e appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile in cui Chinnici abitava, Stefano Li Sacchi.
Rocco Chinnici fu in qualche maniera il padre del pool antimafia, di quel pool che ha visto poi la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
L'inevitabile commemorazione, inevitabile quanto una festa patronale o una sagra paesana del pistacchio o dell'olio d'oliva, vede fra le altre parole quelle del presidente del Senato, Schifani.
Le riporto così come indicate dalle agenzie: "Rocco Chinnici fu magistrato integerrimo, uomo di altissime doti umane e morali, fu partecipe sostenitore della necessità di diffondere la cultura della legalità a tutta la società civile...fu tra i primi a comprendere l'importanza di educare i giovani, che definiva 'la nostra nuova coscienza', alla conoscenza e al rispetto dei principi che regolano il vivere civile, spronandoli a bandire ogni forma di violenza, di arbitrio e sopraffazione. Un messaggio che tutti noi abbiamo il dovere di raccogliere. Ogni azione dello Stato, delle istituzioni, di tutta la società deve essere essere finalizzata alla costruzione di un futuro nel quale i saldi valori della nostra democrazia non vengano mai meno, siano da tutti sempre custoditi come un bene prezioso e preservati da qualunque attacco esterno".
Ecco... mi colpisce: "fu tra i primi a comprendere l'importanza di educare i giovani" e poi "ogni azione dello Stato deve essere finalizzata alla costruzione di un futuro nel quale i saldi valori della nostra democrazia non vengano mai meno, siano da tutti sempre custoditi come un bene prezioso e preservati da qualunque attacco esterno".
Quindi Schifani, mi faccia capire meglio... i valori di questo Stato sono saldi e vanno preservati. Ma allora perché il leader della sua coalizione, nonché presidente del Consiglio, nonché fra i principali uomini d'affari italiani (quindi in palese conflitto d'interesse col ruolo istituzionale ricoperto)... mira a cambiare proprio la Legge fondamentale, cioè la Costituzione? Forse sono io che capisco male, in fondo la sua frase parla di qualunque "attacco esterno", uno dall'interno non è un rischio invece per questo ordinamento democratico?
E poi... l'educazione ai giovani. Bell'argomento. Li educhiamo bene facendoli disamorare ogni giorno di più della politica, cambiando in ogni modo le carte in tavola, mostrando che un capo del Governo può ospitare puttanelle (non pagandole per giunta) e dire "non sono un santo"... sì, forse vale per qualunque cittadino, ma non per un uomo che rappresenta una nazione.
E dei resti archeologici? Cosa diciamo ai giovani? Se ti rubi un coccio pensando sia una banale pietra ti arresto, a Villa Certosa invece teniamo le tombe fenicie che sono custodite meglio?
A cosa li educhiamo? A rispettare questo Stato e le sue forze dell'ordine? Bene, ma allora dotiamo loro di fondi per la sicurezza e non creiamo inutili "ronde"...
A cosa li educhiamo? A credere che la Legge è uguale per tutti quando grazie al lodo Alfano proprio lei, e tre amici suoi... non lo siete?
Torno all'anima di Rocco Chinnici... fu tra i primi a capire... E aggiungo, infatti fu anche tra i primi a cadere...
Luigi Asero - 29/07/2009 - www.sapereitalia.it
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